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Chivu in TV dopo Inter-Lecce si ferma un attimo e si fa serio: “Possiamo cambiare la domanda”

Dopo la vittoria preziosissima dell’Inter sul Lecce, Cristian Chivu ha ribaltato il discorso quando in TV gli hanno fatto una domanda: “Il calcio italiano non è abituato, ma a volte bisogna avere il coraggio di fare determinate scelte”.
A cura di Paolo Fiorenza
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L'Inter è campione d'inverno grazie alla vittoria nel match col Lecce, partita recuperata stasera dopo che era stato rinviata a dicembre per la trasferta saudita di Supercoppa, e soprattutto ora ha ben 6 punti di vantaggio su Napoli e Milan (che deve giocare ancora col Como domani). Cristian Chivu è chiaramente soddisfatto e non risparmia elogi ai suoi calciatori, rivendicando anche la bontà della scelta molto particolare fatta alla vigilia, quando aveva concesso un giorno di libertà ai giocatori nerazzurri, per consentire loro di recuperare pienamente dal punto di vista delle energie psicofisiche dopo il pareggio di domenica sera col Napoli.

Il tecnico dell'Inter si ferma un attimo di fronte alla domanda che gli fanno a DAZN: "Dopo il primo tempo – gli chiedono – non le è passato per la mente di dire: ‘Forse la prossima volta il giorno di riposo non glielo do, perché stiamo giocando così'". Chiaro il riferimento alla brutta prestazione dei nerazzurri nella prima frazione conclusasi sullo 0-0, prima che Pio Esposito decidesse poi il match dopo essere entrato nella ripresa.

L’abbraccio tra Cristian Chivu e Pio Esposito dopo il gol decisivo di Inter–Lecce
L’abbraccio tra Cristian Chivu e Pio Esposito dopo il gol decisivo di Inter–Lecce

Chivu rivendica con orgoglio la scelta di dare un giorno di riposo alla squadra prima di Inter-Lecce: "Non ho giocato a calcio ad alto livello per niente"

"Possiamo cambiare la domanda, magari dire che abbiamo vinto per il giorno di riposo – si fa serio Chivu nel rispondere e ribaltare completamente il discorso – Tutto è relativo. Io non devo giustificare le mie scelte, io non alleno per la mia coscienza, alleno per quello che vedo, quella che è la mia esperienza, per quello che vedo negli occhi di questi ragazzi. E a volte prendo delle decisioni che possono sembrare anche strane, perché magari il calcio italiano non è abituato, ma a volte bisogna avere il coraggio di fare determinate scelte, che poi possono pagare o non pagare, ma a me non interessa. A me interessa tutto quello che saranno i prossimi cinque mesi di questa stagione".

Un discorso orgoglioso che poi Chivu ha ribadito anche in conferenza stampa, sempre parlando della medesima questione: "Oggi mancava l'energia, la lucidità, ma eravamo consapevoli che sarebbe stato così perché… non ho giocato a calci ad alti livelli per niente, sapevo quanto ti può togliere una partita del genere (si riferisce a Inter-Napoli, ndr). Ho preso delle decisioni che magari per qualcuno sono sembrate anche ridicole, però questo è il mio modo di fare. Non dico che oggi si è vinto perché abbiamo fatto un giorno di riposo e non mi vanto nemmeno per quello, io prendo le decisioni in base a quelle che sono le mie sensazioni, la mia esperienza, quello che vedo negli occhi dei miei ragazzi, consapevole del fatto che qualche critica può arrivare. Ma a me basta la riconoscenza, il rispetto che ho da parte dei miei giocatori, da parte della società, il sostegno che questa società ci ha sempre dato. E quindi non devo giustificare mai niente, perché non alleno la mia coscienza. Io alleno quello che vedo, alleno un gruppo di persone vere, un gruppo che mette l'anima tutti i giorni. Per me è una gestione di risorse umane che è molto importante".

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