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Chivu e il turnover di un’Inter senza gerarchie: “Solo meritocrazia”. E svela il patto coi giocatori

Cristian Chivu ha presentato la sfida di lunedì sera dell’Inter all’Udinese per la seconda giornata di Serie A, spiegando come sta prendendo in mano lo spogliatoio: “Tutto si fa per il bene del gruppo, tutti lo sanno e devono meritarselo”. Poi, il patto coi giocatori: “Sarò sempre e solo io l’unico responsabile di tutto”
A cura di Alessio Pediglieri
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Cristian Chivu alla vigilia della seconda partita della sua Inter in Serie A, contro l'Udinese nel Monday Night di San Siro, svela il suo mantra in conferenza, rompendo da subito il muro di cristallo tra ciò che accade nello spogliatoio e ciò che si vede dal di fuori: "Non si possono raccontare tutte le cose, certo. Ma c'è stato un patto tra me i giocatori. E tutti sanno quale sia il mio unico ed esclusivo metro per decidere chi gioca e chi no: la meritocrazia".

L'Inter di Chivu riparte da un patto: "Sono e sarò io il solo responsabile nel bene e nel male"

Nessun mistero, massima chiarezza e trasparenza per continuare a scacciare sempre più lontano i fantasmi della passata stagione, fallimentare sul fronte dei risultati e devastante sul profilo mentale per chi ne è stato reduce. Chivu, in vista della sfida all'Udinese, apre le porte dello spogliatoio nerazzurro alla stampa, rispondendo alle domande sul clima in squadra e chiarendo come ha affrontato una situazione tutt'altro che facile da gestire: "Ovviamente all'interno dello spogliatoio ci sono cose che si possono raccontare e altre no, ma per tutte non pensate che si tratti di chissà cosa. Si tratta sempre di cose che fanno bene al gruppo, che fanno capire l'importanza del gruppo, l'unità e l'armonia che bisogna avere e che io voglio all'Inter"

E così, Chivu spiega l'ultimo atto per esorcizzare i fantasmi del passato: "Dopo la vittoria contro il Torio siamo tornati a parlare molto con i giocatori e abbiamo stretto un patto: il patto è che il responsabile sono e sarò sempre io, nel bene e nel male".

Chivu e il turnover in un'Inter senza gerarchie fisse: "Un solo principio: meritocrazia"

Nessun capro espiatorio, nessun alibi o scusa: Chivu si prende carico di tutto ciò che accadrà fino a fine stagione, a partire dall'Udinese: "Ci sono tante cose da migliorare, da fare meglio ma intanto bisognerà mantenere la medesima mentalità che si è vista contro il Torino. Uno degli aspetti che voglio che venga confermato dai giocatori". Tra i quali nessuno ha priorità su altri o il posto fisso: "Accontentare tutti? Sì, giocando ogni tre giorni si avrà la possibilità ma c'è un principio unico al quale mi ispiro e che tutti i giocatori conoscono per bene: la meritocrazia. Ho tante soluzioni valide, posso fare turnover ma sempre all'insegna su chi dimostrerà di meritarsi il posto, nessuno escluso".

Chivu ha debuttato nel modo migliore come tecnico dell’Inter in campionato: 5–0 al Torino
Chivu ha debuttato nel modo migliore come tecnico dell’Inter in campionato: 5–0 al Torino

Chivu su Chalanoglu ed Esposito: "Hakan è pronto e motivato. Pio? Quando l'asticella sale lui rende di più"

Tutti, dunque, dal primo all'ultimo. Quindi da uno dei giocatori più esperti in nerazzurro, Chalanoglu, fino all'ultimo rientrato alla base, Pio Esposito. Due giocatori su cui il pensiero di Chivu non a caso si sofferma in maniera evidente. Partendo dal turco fuori al debutto ma tornato a disposizione: "E' tornato motivato e con la mentalità giusta, con l'ambizione di lasciarsi alle spalle la scorsa stagione. Ha già dimostrato di voler stare in questo gruppo e di volersi migliorare: ora torna a disposizione e siamo tutti contenti". Poi il figliol prodigo, Pio Esposito che ha avuto la possibilità di conoscere già in Primavera: "Felice della sua convocazione in Nazionale. Quando si alza l'asticella lui rende di più. Lo ha dimostrato in Primavera e ovunque sia stato chiamato: sa che la strada è ancora lunga, ma ha la mentalità giusta e sta crescendo". 

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