Chivu: “Bisognerebbe chiedere a Mourinho se desiderava che l’Inter vincesse la Champions”

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Cristian Chivu punzecchia José Mourinho alla vigilia di Real Madrid-Inter, rispondendo alle parole dello Special One sulla Champions mancata dai nerazzurri. Il tecnico dell’Inter ricorda il legame con il portoghese, ma prepara la sfida del Bernabeu: “Non vogliamo snaturarci, ma avere coraggio e personalità”.

Tra i tanti attestati di stima rivolti a José Mourinho, Cristian Chivu ha trovato anche il modo di lanciare una piccola punzecchiatura al suo ex allenatore alla vigilia della sfida tra Inter e il Real Madrid, valida per il primo turno della League Phase della Champions League 2026-2027.

Al tecnico dell’Inter è stato chiesto un commento sulle parole dello Special One, secondo cui sarebbe “strano che l’Inter non abbia vinto la Champions di recente”. La risposta del rumeno non è stata banale: “La domanda da porgli è se desiderava che l’Inter vincesse. Poi è un vincente, sa calarsi in delle realtà come nessuno, e questo è indubbio".

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Chivu e Mourinho, un rapporto speciale nato nel Triplete

Il ritorno di Chivu al Santiago Bernabeu porta con sé ricordi particolari. Nel 2010 il difensore rumeno fu protagonista della squadra di Mourinho che conquistò la Champions League, giocando da titolare la finale e restando in campo per 79 minuti. Dopo quella partita festeggiò negli spogliatoi anche con una sigaretta liberatoria. Un ricordo rimasto indelebile, così come il legame con l'allenatore portoghese.

“Giocare qui è sempre un onore – ha detto il tecnico nerazzurro, dando uno sguardo alla sala conferenze in tutte le direzioni -, e lo stadio è ancora più bello di prima, più moderno”. Chivu è poi tornato al Bernabeu nel novembre 2025 per assistere a una partita di NFL, altra sua grande passione. Stavolta, però, la posta in palio è decisamente diversa: c'è una nuova Champions da inseguire.

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“Abbiamo l’obbligo di scrivere pagine importanti della storia del club. Nel 2010 è stato fantastico”. E proprio Mourinho occupa un posto speciale nei ricordi dell'attuale tecnico nerazzurro: “È una persona speciale che ho avuto l’onore di incontrare. Mi ha dato una mano in un momento difficile della mia vita e non lo dimentico”. Un maestro, ma non un modello da imitare in tutto: “Io non ho mai copiato nessuno. Ho un’idea di calcio maturata durante gli anni da calciatore e in quelli vissuti nel settore giovanile, dove ho avuto la fortuna di sperimentare e di lavorare con le nuove generazioni”.

Real Madrid-Inter, Chivu vuole coraggio e personalità

La sfida del Bernabeu resta una delle più complicate possibili. Chivu ne è consapevole e non nasconde le difficoltà: “Siamo consapevoli che giocare qui non è semplice. Sono 59 anni che l’Inter non batte il Real al Bernabeu. Non vogliamo snaturarci, ma avere coraggio e personalità. Vogliamo essere dominanti anche qui. Non esiste un modo perfetto per affrontarli, ci sono giocatori che fanno sempre la differenza”.

Sul possibile undici iniziale l'allenatore nerazzurro non ha dato certezze, con Jones e Stones candidati a partire dal primo minuto. Chivu preferisce però sottolineare il valore dell'intera rosa: “Non è importante chi gioca titolare, ma il gruppo. Lo abbiamo visto in queste tre giornate in campionato. Io avrei scelto un giorno di riposo in più dopo Napoli, ma il calendario è questo e dobbiamo abituarci. La Champions è bastarda, a volte bisogna anche avere fortuna. Vogliamo essere competitivi”.

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Il paragone con l'Inter del Triplete, invece, non convince il tecnico: “Il calcio è cambiato rispetto a 16 anni fa. Il gruppo di cui facevo parte ha scritto la storia, ma questo di oggi sta cercando di fare altrettanto. Hanno raggiunto e perso tre finali tra Champions ed Europa League, ma ci sono arrivati. Non mi piace fare i paragoni col passato”.

L'obiettivo immediato è partire con il piede giusto nel nuovo percorso europeo. Chivu guarda già al traguardo degli ottavi: “Per centrare gli ottavi bisogna fare almeno 16 punti, con 15 rischi. Ce la dobbiamo giocare”.

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