Centonze racconta la fobia dell’aereo: “Preferisco sei ore di pullman. Non vado neanche in vacanza”

Come fa un calciatore a convivere con la fobia dell'aereo? La risposta arriva da Fabien Centonze che ha raccontato le difficoltà di chi come lui deve fare i conti con la paura di volare. Una situazione molto complicata considerando tutti gli impegni dei giocatori che spesso e volentieri devono fare i conti con trasferte lunghissime, che non si possono affrontare con altri mezzi di trasporto. Il difensore del Nantes preferisce infatti anche sottoporsi a situazioni molto stressanti pur di non dover andare in aeroporto.
Fabien Centonze e la paura di volare
Nella chiacchierata con L'Equipe, Fabien Centonze ha spiegato di non poter fare a meno di prendere l'aereo, ma di vivere il tutto molto molto male. La preparazione per il volo inizia da lontano, con un'attenzione maniacale a tutto: "Lo prendo solo per le partite. Ma mi preparo. Guardo il meteo a inizio settimana. La mattina, sono obbligato a guardare se ci sono nuvole, vento, se piove".
Il difensore ex Verona preferisce fare sette ore di pullman
E la paura non sparisce certo al momento dell'atterraggio con Centonze che non ha nascosto anche i cattivi pensieri durante i match: "All'inizio, in trasferta, se nel bel mezzo della partita c'era vento o pioggia, pensavo all'aereo del ritorno. Preferisco fare 7 ore di pullman piuttosto che un'ora di aereo". Insomma, per evitare tutto questo e stare più sereno, anche in chiave partite, il classe 1996 che in passato ha vestito anche la maglia del Verona preferisce fare viaggi interminabili in pullman.
L'episodio curioso di Auxerre, quando viaggiò in pullman
Per rendere l'idea, Centonze racconta un dettaglio relativo a una trasferta della scorsa annata quando trovò una situazione particolare con il suo allenatore: "La scorsa stagione, abbiamo giocato ad Auxerre. Antoine Kombouaré sapeva che non amavo l'aereo. Mi ha detto: ‘Parte un furgone con il materiale, vuoi andare con quello?'. Sì, con piacere. Ma non ci sono furgoni che vanno a Marsiglia, per esempio".
E quando i chilometri aumentano, purtroppo per lui Centonze non può trovare soluzioni alternative a quelle dell'aereo: "In questi casi mi faccio forza. E ci sono voli che non vanno molto bene… Appena si muove un po', cerco di rassicurarmi guardando gli altri. Loro giocano a poker, guardano le serie TV. Alla fine dico: ‘Cavolo, l'aereo si è mosso?'. Loro mi dicono: ‘Ma no, che stai dicendo?'. Io, le micro-scosse, le sento tutte. Non vado nemmeno in vacanza. Faccio tutto in macchina, nelle vicinanze. Non ho mai fatto un lungo viaggio".