Perquisizioni della Guardia di Finanza negli uffici della sede del Brescia Calcio e a casa del presidente del club lombardo Massimo Cellino a Padenghe sul Garda. A riportarlo è il Giornale di Brescia secondo il quale tale operazione rientra nell’ambito di un’inchiesta su reati fiscali per i quali gli uomini delle Fiamme gialle sarebbero alla ricerca di documenti relativi alle attività del patron del Brescia calcio. Massimo Cellino risulta iscritto nel registro degli indagati.

Non è la prima volta che l'imprenditore sardo viene indagato per reati fiscali. Nel 1996 fu arrestato per truffa all'UE relativa alla denuncia di acquisto di scorte di grano inferiori a quelle esistenti, per poi patteggiare una pena inferiore. Nel 2001 fu invece condannato a un anno e tre mesi di reclusione per falso in bilancio, all'interno di un procedimento derivante da quello inerente alle presunte truffe all'AIMA (questa condanna era stata fonte inoltre di una controversia con l'Association Football Club al momento dell'acquisizione della squadra inglese del Leeds United). Mentre nel 2015 Massimo Cellino fu condannato ad una multa di 40mila euro e alla confisca di un fuoristrada per non aver pagato l'IVA sul veicolo importato dagli Stati Uniti.

Adesso Massimo Cellino, rientrato in Italia dopo la parentesi alla guida della squadra inglese, si ritrova nuovamente coinvolto in un'inchiesta per reati fiscali per la quale quest'oggi la Guardia di Finanza ha perquisito sia la sua abitazione che la sede del Brescia Calcio di cui è il proprietario dal 2017 alla ricerca di documenti relativi alle attività del 64enne ex presidente del Cagliari.