Cassano smonta Allegri dopo Napoli-Milan: “Lo fanno passare da Nazionale ma è uno schifo”

Il processo a Massimiliano Allegri parte subito dopo la sconfitta del Milan al Maradona contro il Napoli. Un ko che brucia e fa male: il gol di Politano consegna a Conte la vittoria di corto muso, taglia fuori i rossoneri anche dalla corsa scudetto e li relega al terzo posto, costringendoli a guardare alle spalle per difendere il posto Champions. L'analisi di Daniele Adani e Antonio Cassano a Viva el Futbol è molto dura ma fotografa la realtà di quel che s'è visto lunedì sera: da un lato un allenatore che, privo di Hojlund (fermato da un virus) e Lukaku (che ancora non è rientrato in rosa), ha inventato l'ennesima soluzione tattica e portato a casa i tre punti; dall'altro un tecnico che di attaccanti ne ha impiegati addirittura cinque nel corso del match ma non è quasi mai riuscito a impensierire veramente Milinkovic-Savic. Come si giustifica un paradosso del genere? Al netto di una gara non bella, sia da parte degli azzurri sia del ‘diavolo', Conte è riuscito a raddrizzarla e a volgerla a proprio favore osando, Allegri ha osato solo quando il risultato s'è messo male.
"Il Milan, che è stato superato, è uscito agli ottavi di Coppa Italia con la Lazio e ha perso la semifinale di Supercoppa Italiana, quindi il bilancio, per onestà, non può essere positivo – le parole di Adani –. Ti manca la Champions, hai fatto una sola competizione e non puoi essere così soddisfatto. Entri tra le prime quattro, va bene… ma non entrarci sarebbe stato grave considerata la storia del club".
Cassano: "A mezzora dalla fine non ha avuto il coraggio di giocarsi la partita"
L'ex calciatore pugliese si esprime in maniera molto schietta. Quel che pensa di Allegri è noto da tempo. Come sono andate le cose nel big match giocato nella serata di Pasquetta è solo la conferma della sua opinioni che, nel caso specifico, porta con sé un altro tipo di riflessione scaturita dal nome del tecnico livornese accostato alla figura di nuovo ct della Nazionale italiana.
"Questa partita rappresenta perfettamente la stagione di un allenatore che continuano a spingere per far passare come uno da Nazionale o comunque da grande panchina. Io lo dico chiaramente: è uno schifo. È vero che nel primo tempo la partita è stata lenta, ma almeno c'era una squadra che provava a fare qualcosa di diverso anche se non aveva Hojlund e Lukaku, con un attaccante, Giovane, arrivato da poco e messo a giocare spalle alla porta senza riuscire quasi mai a toccare palla. Nel secondo tempo il Napoli ha aumentato i giri e ha provato in tutti i modi a vincere la partita, e secondo me l'ha strameritata".

Con questi presupposti il giudizio sul Milan non può che essere negativo per com'è messo in campo. "A me tre su cinque degli attaccanti piacciono molto: Jiménez, Pulisic e Nkunku. Ma non c'è connessione tra di loro per un motivo semplice: si gioca tutto in maniera casuale. Io lo dicevo già a ottobre. Pensavo che Allegri facesse schifo, ma non fino a questo punto. Magari arriverà secondo o terzo, ma non cambia nulla: questa stagione è stata una roba fatiscente. Non posso pensare che a mezz'ora dalla fine tu non abbia il coraggio di giocarti la partita. Prova a vincerla. Lo scudetto te lo devi giocare oppure sei fuori".
La chiosa del discorso è una domanda che arriva dritta al cuore dei tifosi milanisti. "Che cosa vi ha fatto godere questa squadra quest'anno? Che emozioni vi ha dato? Forse vincere due derby: uno per fortuna e uno magari meritato. Ma basta quello? E poi vorrei fare una domanda ad Allegri: hai sempre detto che chi arriva secondo è un fallito. Allora spiegami una cosa: sono otto anni che non vinci niente. Cosa dovremmo dire?".
Adani e la difficoltà del Milan a tirare in porta con 5 punte
Adani fissa l'attenzione della sua riflessione sulla capacità di Conte di pescare dal mazzo il jolly che cambia la mano. "Pur non avendo praticamente più attaccanti disponibili, riesce comunque a trovare soluzioni e a crescere nella partita. Non aveva una punta titolare, non aveva la riserva, non aveva neanche la riserva della riserva. Alla fine è arrivato addirittura a giocare senza punte, ma a dieci minuti dalla fine ha segnato il gol vittoria utilizzando i subentrati. Allegri ha cinque attaccanti e li utilizza tutti a turno, ma il portiere avversario non deve mai fare una parata".
Equilibrio rotto nella ripresa, la differenza l'ha fatta la mentalità. L'ex difensore, oggi opinionista Rai e commentatore della Nazionale, arriva a questo concetto prendendo per mano gli utenti che seguono la diretta e, con gli interventi molto schietti di Cassano, smonta il Milan disegnato da Allegri. "Il primo tempo è stato molto brutto, una partita con ritmi bassissimi e abbastanza in equilibrio. Una gara davvero povera dal punto di vista del gioco. Molti mi hanno scritto durante la partita e io rispondevo ironicamente: Siamo tornati in Italia… Nel secondo tempo però si è vista la differenza tra le due squadre, e una ha meritato nettamente più dell'altra".

Füllkrug e Nkunku poi Jimenez, Pulisic e Leão. Nessuno di loro è bastato per metterla dentro o creare sei pericoli. "E allora la domanda è: come lavorano nella fase offensiva al Milan Non parlo di tirare in porta ma creare un'occasione sensata per arrivare al tiro. Poi guardiamo il Napoli: batte l'Inter mettendo David Neres. Si fa male Lukaku e Conte inventa un’altra soluzione. Non ha più nessuno e mette titolare un ragazzo che probabilmente sarebbe stato ultimo o penultimo in classifica con il Verona (Giovane, ndr), e con lui vince la partita. Toglie quel ragazzo, gioca senza punte, mette Elmas, recupera Anguissa, non ha difensori e gioca con tre mancini. E allora la domanda è semplice: chi è davvero bravo? Perché questo allenatore è ancora lì, secondo in classifica, con la Champions e con gli infortuni".