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Calzona già ha cancellato la ‘regola Mazzarri’ al Napoli: “Io non penso al nome”

La sostituzione di Kvaratskhelia durante Napoli-Barcellona segna una tabula rasa in casa azzurra. Calzona spiega: “Io in campo tengo i giocatori che fanno bene. Kvara si metterà sotto, lavorerà…”. Cose mai viste sotto la gestione Mazzarri, dove il georgiano era intoccabile.
A cura di Paolo Fiorenza
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Sogno o son desto? In molti al Maradona e davanti alla TV si sono stropicciati gli occhi quando al 68′ di Napoli-Barcellonamatch finito 1-1 – il fresco tecnico azzurro Ciccio Calzona ha tolto dal terreno di gioco Kvaratskhelia per inserire Lindstrom. Uno stupore dettato non tanto da quanto fatto dal georgiano fino a quel momento (era stato tra i peggiori in campo), ma dallo status di intoccabile che Kvara aveva (e con lui Osimhen quando è stato disponibile) sotto la gestione precedente. La ‘regola Mazzarri', infatti, era molto semplice: i due campioni del Napoli dovevano restare sempre in campo, una ‘normalizzazione' delle gerarchie dopo che Rudi Garcia aveva fatto arrabbiare sia Khvicha che Victor con alcuni cambi.

Francesco Calzona al suo ingresso in campo in Napoli-Barcellona
Francesco Calzona al suo ingresso in campo in Napoli-Barcellona

La risposta data da Calzona a Sky quando gli si chiede perché ha inserito Lindstrom al posto di Kvaratskhelia e non di Politano è il manifesto programmatico di un nuovo inizio a Napoli. Da questo momento si riparte tutti da zero: "Io in campo tengo i giocatori che fanno bene, non penso al nome. Politano ha fatto una partita strepitosa, l'ho tenuto in campo finché ho potuto perché stava facendo bene, stava difendendo molto bene con grande vigore. Per cui indipendentemente dal nome dei calciatori chi sta facendo bene sta in campo. Chi non fa tanto bene… ho un parco attaccanti di qualità dove posso fare le mie scelte, per cui non sono preoccupato".

Calzona, che ha qualificato la Slovacchia ai prossimo Europei, ha del resto – pur essendo alla sua prima panchina di club da allenatore in capo – uno status internazionale che gli consente di prendere decisioni di questo tipo. E pazienza se le telecamere hanno beccato Kvaratskhelia in un gesto di disappunto mentre usciva dal campo, qualcosa di comprensibile vista la delusione di abbandonare il palcoscenico della Champions e che non ha avuto alcun seguito poi in panchina. Il 55enne allenatore partenopeo dedica peraltro al georgiano parole di assoluta stima: "Kvara è un top player, ci darà una grossa mano come ha fatto l'anno scorso".

Il gesto di rabbia di Kvaratskhelia al momento del cambio con Lindstrom
Il gesto di rabbia di Kvaratskhelia al momento del cambio con Lindstrom

Il concetto è ribadito poi in conferenza, con un messaggio ulteriore: "Come gestirò i casi come quelli di Kvara? È stato sostituito, magari la prestazione non è stata fantastica, ma è normale che un calciatore possa avere una serata storta. Kvara si metterà sotto, lavorerà, non mi è dispiaciuto tatticamente, chiaro che gli è mancato il guizzo nel saltare l'uomo, però non ha fatto malissimo tatticamente. Sono abbastanza soddisfatto sotto quell'aspetto".

Insomma il georgiano farà meglio a darci dentro, perché i vari Lindstrom, Ngonge e gli stessi Raspadori e Traoré offrono al tecnico tante soluzioni alternative. E soprattutto farà meglio a dimenticare la ‘regola Mazzarri'. Il tecnico toscano arrivò a Napoli lo scorso novembre poco dopo che Garcia aveva clamorosamente tenuto fuori Kvaratskhelia dall'undici iniziale nel match contro l'Empoli che gli costò l'esonero. Da quel momento il 23enne di Tbilisi aveva sempre giocato per tutti i 90 minuti, salvo un paio di sostituzioni entrambe all'87'. Da adesso si cambia registro. Ancora una volta, in questa stagione maledetta post scudetto.

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