Callejon in lacrime a fine partita (foto Alessandro Antinelli)
in foto: Callejon in lacrime a fine partita (foto Alessandro Antinelli)

Arek Milik ha appena battuto e realizzato il calcio di rigore che consegna la Coppa Italia al Napoli. La Juventus è sconfitta 4-2, il polacco urla per la gioia e viene sommerso dall'abbraccio dei compagni di squadra. È iniziata la festa per la vittoria ottenuta in finale e quasi acciuffata entro i 90 minuti regolamentari ma sfuggita per la sfortuna (2 pali) e per le prodezze di Gigi Buffon che sembra attraversare una seconda giovinezza.

José Maria Callejon se ne sta da solo, è in disparte e piange. Sono lacrime liberatorie, gli sgorgano dal cuore perché forse ha avvertito più di tutti questa partita. Quasi sicuramente l'ultima in azzurro dopo sette di onorata carriera su quella fascia di competenza (la destra) che ne ha fatto la colonna della squadra di Benitez prima e Sarri poi. Lui, uno dei tre tenori assieme a Mertens e Insigne, è al passo d'addio. La tensione lo ha tradito nel corso del match: ha commesso qualche errore ma è stata una sbavatura di rimmel portata via dal sorriso e dal bel gesto compiuto da Gattuso.

"Ringhio" lo prende, lo strattona e lo porta in mezzo al gruppo che lo lancia verso l'alto, in segno di trionfo. È anche a lui che ha riferimento il tecnico quando parla di senso di appartenenza, rispetto, orgoglio e professionalità profusa da "quei calciatori che sono in scadenza". Callejon resterà ancora per qualche mese rispetto al 30 giugno poi le strade si separeranno. Per lo spagnolo sono le ultime partite con la maglia del Napoli in vista della fine del contratto e del mancato rinnovo.

Piange José poi quel viso sul quale campeggiano i baffetti alla Zorro cambia espressione e ritrova serenità. Ha un po' di magone dentro però posa accanto a Insigne e a Mertens. È l'immagine del Napoli di questi anni che ha saputo fare di necessità virtù. È la notte di Napoli impazzita di gioia per una vittoria dolcissima.