E' stata un'Atalanta da urlo, quella vista contro il Valencia per la gara valida per l'andata degli ottavi di finale di Champions League: quattro gol, tanto gioco e personalità per la ‘Cenerentola' della Coppa, arrivata alla seconda fase quasi per caso ma meritando in tutto e per tutto di esserci. A San Siro, nuova patria bergamasca, è andato in scena un match quasi perfetto (peccato per il gol subito nella fase finale) che apre le porte ad un sorprendente passaggio di turno contro gli spagnoli. Ci sarà da attendere e soffrire per la gara di ritorno, che si disputerà al Mestalla, roccaforte valenciana dove anche  – e soprattutto – il pubblico proverà a fare la differenza.

Tra i mattatori di serata c'è stato indubbiamente Josip Ililic tra i più esperti alfieri della banda terribile di Gasperini che ha ancora una volta strabiliato in Europa. L'ex Palermo e Fiorentina si è esaltato tra le linee spagnole nello schema tanto caro all'Atalanta senza punte di ruolo e di riferimento per le difese avversarie riuscendo anche a fare un gol personale di qualità. E trascinando con personalità e capacità i compagni a gestire al meglio la partita.

L'esperienza di Ilicic, il pubblico di Valencia

Dobbiamo scendere in campo concentrati: loro ci possono sorprendere soprattutto all'inizio. Ma se riusciamo a ripetere la prestazione del primo tempo, potremo fare loro del male anche davanti al loro pubblico

Il tutto, in attesa del match di ritorno che si disputerà in Spagna, nello stadio Mestalla dove il Valencia per tradizione è tra le più dure squadre da battere. Il 4-1 di San Siro mette quasi in cassaforte il risultato e la possibile qualificazione, ma c'è da temere la veemenza degli spagnoli che nel secondo tempo, per circa mezz'ora hanno dato segnali di vita importanti anche a San Siro, sfiorando più volte il raddoppio: "Ho già giocato a Valencia,in amichevole e al Mestalla" ha confessato Ilicic nel dopo gara: "Sono particolarmente temibili davanti al proprio pubblico e non sarà facile provare a gestire un ambiente che proverà a fare la differenza trascinando la squadra all'impresa".