Svaligiata la casa di Antony mentre giocava Betis-Porto: “È difficile da spiegare, sono indignato”

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Ladri nella casa di Antony mentre giocava Betis-Porto in Champions. Il calciatore svela pubblicamente cos’è accaduto: “Sono indignato”.

Antony ha vissuto una serata a due facce mercoledì sera. Da un lato la soddisfazione per aver battuto col suo Betis Siviglia il Porto in Champions League, dall'altro la cocente delusione per aver visto la sua casa svaligiata dai ladri. L'ha scritto lo stesso calciatore pubblicando una story sul suo account Instagram in cui ha rivelato i dettagli di quanto accaduto manifestando anche il suo pensiero sulla vicenda. "Oggi vengo qui a condividere una situazione molto triste e indignante – si legge -. In una serata che aveva tutto per essere brillante, si è conclusa con rabbia e frustrazione. La mia casa è stata svaligiata". Il giocatore ex Manchester United non ha nascosto il suo malessere.

"È difficile spiegare la sensazione di vedere il proprio spazio invaso, di sapere che ciò che abbiamo costruito con tanto sforzo e dedizione è stato portato via da qualcuno che non ha idea delle battaglie che affrontiamo per conquistare ogni singola cosa – scrive – Ciò che indigna di più non è solo la perdita materiale, ma la sensazione di insicurezza all'interno del luogo in cui dovremmo sentirci più protetti, lo sguardo di insicurezza della mia famiglia. Ma, di fronte a tutto questo, una cosa mi appare ancora più chiara: non esiste alcun bene materiale al mondo che sia più prezioso della vita e del benessere della mia famiglia".

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Antony in campo contro il Porto.

Il suo Betis ha vinto 3-2 ma la vista di ciò che si è ritrovato di fronte una volta rientrato a casa, ha cancellato tutto. Non è ancora chiaro quanto sia stato il bottino del furto in casa, ma Antony pensa ad andare oltre: "Tutto ciò che abbiamo perso possiamo conquistarlo di nuovo. Il lavoro continua, i sogni rimangono e la voglia di vincere resta intatta – aggiunge -. Ciò che conta davvero è poter guardare la mia famiglia e sapere che andiamo avanti insieme, uniti e con la forza per superare anche questo momento difficile. La sensazione di insicurezza e la rabbia rimangono, ma rimane anche la certezza che la nostra ricchezza più grande non è mai stata negli oggetti dentro casa, bensì nelle persone che la rendono un focolare".

Possibile che nella sua abitazione, fortunatamente, non ci fosse nessuno. E anche per questo, forse, Antony riesce ad andare oltre: "Perché, alla fine, la mia più grande conquista sarà sempre la mia famiglia". Una seconda giornata di Champions che è stata di certo molto movimentata dato che anche il portiere Gulacsi ha dovuto saltare Villarreal-Napoli dopo aver subito una rapina a mano armata insieme alla famiglia. Un qualcosa di totalmente diverso rispetto ad Antony ma che macchia le vite di questi calciatori che devono fare i conti sicuramente con il rischio di essere spesso soggetti a questo tipo di azioni.

L'aspetto negativo della vita di un calciatore probabilmente è soprattutto questo. La ricchezza, le enormi possibilità economiche e gli stipendi d'oro sono noti a tutti, quasi pubblici, e troppo spesso i malviventi ne approfittano per entrare all'attacco senza badare nemmeno che dietro a quei calciatori – molto spesso tanto giovani – magari ci sono famiglie, mogli e figli che rischiano di restare traumatizzati per sempre.

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