Arriva solo una multa per l’Inter per il petardo ad Audero: perché la Curva e il Meazza sono salvi

Niente Curva Nord dello stadio Meazza chiusa per una o più gare (oppure peggio, come da sanzioni codificate), ma solo una multa (peraltro la massima possibile codice alla mano, ovvero 50mila euro), e una diffida: questa la decisione del Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea nei confronti dell'Inter dopo il "fatto particolarmente grave" del petardo lanciato in campo da un tifoso nerazzurro in trasferta a Cremona, esplosione che ha lasciato a terra stordito il portiere grigiorosso Emil Audero.
La decisione del Giudice Sportivo sull'Inter dopo il petardo che ha stordito Audero a Cremona: solo una multa
Ecco il testo del comunicato, che spiega perché l'Inter ha evitato guai peggiori, che sono minacciati (vista la diffida) in caso del ripetersi di ulteriori comportamenti violenti: "Ammenda di 50mila euro e diffida specifica alla Società INTER per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato, sul terreno di giuoco, vario materiale pirotecnico (petardi e fumogeni); in particolare, al 3° minuto del secondo tempo, lo scoppio di un petardo lanciato nei pressi di un calciatore della squadra avversaria comportava il momentaneo stordimento del medesimo calciatore e la sospensione della gara per circa tre minuti; rilevato che, pur trattandosi di fatti particolarmente gravi, questo Giudice debba adeguatamente valorizzare, in senso attenuante, il comportamento disponibile e collaborativo della Società ai fini della quasi immediata identificazione dei responsabili dell'accaduto (art. 29 lett. c) CGS), nonché la palese dissociazione dalle gravi manifestazioni in atto (art. 29 lett. d) CGS) evidenziata in modo fattivo anche dai calciatori in campo, durante la gara e al termine della stessa. Si precisa che, in attuazione della diffida specifica, al ripetersi di simili comportamenti con rischio per l'incolumità di tesserati, Ufficiali di gara e personale addetto troveranno applicazione, ai sensi dell'art. 26 comma 3 CGS, una o più delle sanzioni previste dall'art. 8 comma 1 lett. d), e), f) CGS".
In buona sostanza, il Giudice Sportivo, pur riconoscendo la gravità dell'accaduto, per il quale ieri è stato arrestato il responsabile, individuato come un frequentatore abituale della Curva Nord di San Siro, ha deciso di non applicare sanzioni superiori alla multa, ovvero la chiusura totale o parziale del Meazza, riconoscendo il peso delle attenuanti per il club nerazzurro.
Quali sono le due attenuanti che hanno salvato dalla chiusura la Curva Nord e il Meazza
Due i comportamenti citati al riguardo nel comunicato: la collaborazione della società nell'individuare il più rapidamente possibile chi si è macchiato dei comportamenti in questione e anche le condotte tenute dai tesserati dell'Inter durante e dopo la gara dello stadio Zini. Sia i calciatori immediatamente in campo che il presidente Marotta nel post partita si erano infatti dissociati con forza dal gesto violento e pericolosissimo.
Quali sarebbero potute essere le conseguenze dello scellerato comportamento del tifoso nerazzurro a Cremona lo spiegano bene il comma e le lettere dell'articolo 8 del Codice di Giustizia Sportiva citati alla fine del comunicato di Mastrandrea: si tratta delle sanzioni che "troveranno applicazione" nel caso del "ripetersi di simili comportamenti con rischio per l'incolumità di tesserati, Ufficiali di gara e personale addetto".

Cosa succederà all'Inter nel caso del ripetersi di comportamenti simili: cosa prevede la diffida
È il senso della diffida cui è sottoposta da adesso la società nerazzurra. Le lettere d), e), f) dell'art.8 comma 1 richiamate dal Giudice Sportivo dispongono tra le varie "sanzioni a carico della società": d) obbligo di disputare una o più gare con uno o più settori privi di spettatori; e) obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse; f) squalifica del campo per una o più giornate di gara o a tempo determinato fino a due anni.
Le decisioni della Giustizia Sportiva si vanno ad aggiungere a quelle di ordine pubblico prese dal Viminale sempre in seguito alla medesima vicenda del petardo ad Audero: ieri era arrivato il divieto di trasferta per i tifosi dell'Inter fino al 23 marzo (tre trasferte, è salva la loro presenza nel derby col Milan).