La sconfitta con il Bologna e il pareggio del ‘Bentegodi' con l'Hellas Verona, hanno ufficialmente dato il via alla crisi. L'Inter di Antonio Conte, quella che fino a qualche settimana fa poteva ancora coltivare sogni di Scudetto, si è infatti persa subito dopo la ripartenza del campionato. Eliminata in semifinale in Coppa Italia, la formazione nerazzurra ha infatti raccimolato 11 punti nelle sei giornate giocate dopo il lockdown: un cammino deludente, frutto di 3 vittorie (due delle quali sofferte), due pareggi e una sconfitta.

Tanto è bastato per scendere al quarto posto in classifica e scatenare Antonio Conte che, dopo aver rilasciato dichiarazioni stizzite indirizzate a società e dirigenza, nel post gara di Verona ha anche sollevato dubbi inquietanti sul suo futuro: "A fine anno farò le mie considerazioni così come le farà il club. Se c'è qualcosa da dire lo dirò al club. A tutti piacerebbe vincere ma bisogna capire quanto si è vicini o lontani dal farlo, uno la può pensare in una maniera qualcun altro in un'altra maniera".

Il nervosismo di Conte

Il ritorno in campo dopo l'emergenza Coronavirus, ha dunque messo in mostra il nervo scoperto del mister salentino. In casa Conte, il nervosismo è infatti salito ai livelli di guardia e la conferma è arrivata dal suo atteggiamento delle ultime ore: infastidito con i giornalisti e particolarmente sopra le righe con chi gli sta accanto, come testimonia l'acceso battibecco con il collega scaligero Juric. Il tutto senza contare il gelo calato sul rapporto con Suning e i piani alti del club milanese.

Oltre alla squadra, apparsa molto lontana da quella ammirata ad inizio stagione, anche la società pare avere un rigetto nei confronti dei modi decisi del suo allenatore. Le lamentele e le illazioni su un presunto mercato non all'altezza, arrivate recentemente e dopo risultati tutt'altro che positivi, hanno infatti stizzito non poco la proprietà cinese al punto che qualcuno comincia addirittura a parlare di divorzio a fine stagione. Una clamorosa ipotesi che potrebbe diventare realtà in caso di ulteriori risultati deludenti.