20 Novembre 2021
9:08

Antonio Conte artefice dei mali della Juventus: “Così ho minato le loro certezze”

Antonio Conte che ha definito la scelta Tottenham come “la sfida più grande” è tornato a parlare del “capolavoro” Inter che ha minato le certezze Juve.
A cura di Marco Beltrami

"La sfida più grande". Antonio Conte ha definito così nella sua ultima intervista a "La Gazzetta dello Sport" la sua scelta per certi versi sorprendente di prendere le redini a stagione in corso del Tottenham. Pochi mesi dopo il suo rifiuto agli Spurs, il salentino ha cambiato idea accettando di guidare una squadra che non ha potuto plasmare a sua immagine e somiglianza nella preparazione estiva, e che sotto la gestione Espirito Santo si è mostrata estremamente altalenante. Troppo forte la voglia di tornare in panchina per Conte, che si sentiva probabilmente un leone in gabbia nel corso della sua avventura da opinionista Champions in Sky.

Ecco allora il sì a Paratici e al presidente Levy per una nuova intrigante sfida oltremanica, dove ha già conquistato la scena con il Chelsea. Ha voglia di stupire ancora Antonio, dopo quello Scudetto con l'Inter che ha descritto come "il vero capolavoro" della sua carriera. Proprio lui, l'ex nemico prima da giocatore e poi da allenatore della Juventus, che si è preso a suon di risultati il cuore dei nerazzurri riportandoli al successo. Il tutto distruggendo il dominio bianconero, e un ciclo che lo stesso Conte aveva iniziato.

Alla "rosea", Conte ha gonfiato il petto ripercorrendo la sua impresa all'Inter. Un trionfo che ha avuto effetti negativi sulla Juventus, che ne ha pagato le conseguenze anche adesso probabilmente che lui non c'è più: "Ricreare il ciclo della Juve è stato duro, perché ce la giocavamo contro il Milan di Ibra, Nesta e Thiago Silva; contro l'Inter del Triplete e il Napoli di Cavani, Lavezzi e Hamsik… Ma il vero capolavoro è stato lo scudetto con l'Inter. In due anni abbiamo rovesciato una monarchia sportiva. Se non ci fossimo stati noi a interrompere il ciclo bianconero, la Juve sarebbe ancora lì davanti. Quando batti qualcuno, ne mini le certezze".

Da idolo assoluto, capitano prima e condottiero poi, ad avversario e per qualcuno persino nemico (basti ricordare il battibecco con Andrea Agnelli tra panchina e tribuna). A Torino dunque Conte ha fatto il percorso inverso rispetto a Milano. E ora dall'Inghilterra dove proverà a risollevare le sorti del Tottenham, Conte che si è detto fiducioso anche per la Nazionale in chiave playoff (pur temendo il Portogallo di Ronaldo) vede fuori dai giochi la Juventus per la lotta Scudetto: "Al momento sembra una corsa a tre insieme all’Inter. Ma ora sono impegnato a pensare a chi lotta al vertice in Premier".

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