Antonio Cassano: “Ero un fenomeno senza allenarmi e con 10 chili sovrappeso. In Serie A oggi giocherei in infradito”
Antonio Cassano da quando ha intrapreso la sua nuova avventura da opinionista e commentatore si è mostrato sempre consapevole dei suoi pregi e dei suoi difetti calcistici. Alla sua maniera, l'ex attaccante si è sempre definito un fenomeno, tanto forte quanto indisciplinato. Un concetto ribadito spesso e volentieri anche quando si è sottoposto al giochino del confronto con grandissimi calciatori. Prendere o lasciare il 44enne fa sempre discutere sia per le sue idee senza filtri, sia per come le espone. E così è stato anche quando si è trattato di rispondere ad un utente che con una provocazione ha sottolineato come Cassano oggi non potrebbe giocare a calcio.
Diametralmente opposto l'Antonio pensiero che nell'ultima puntata di Viva El Futbol ha mostrato di sentirsi superiore al livello medio dei calciatori della Serie A. La sua visione parte da lontano e da quello che Cassano è stato ai tempi in cui giocava, quando ha avuto la possibilità di indossare casacche prestigiose tra Italia e Spagna: "Sono stato un fenomeno. Giocavo con dieci chili di sovrappeso, non mi allenavo, decidevo quello che volevo fare nella mia vita, nessuno mi comandava. Sono stato al Real Madrid, la squadra dei Galacticos, sono stato al Milan, sono stato all'Inter a giocarmi il posto con dei fenomeni".
Non è certo un mistero la scarsa considerazione che Cassano nutre nei confronti dell'attuale calcio italiano e della Serie A. Proprio per questo secondo lui, l'attuale FantAntonio ormai fermo da anni potrebbe dire la sua nonostante l'assenza di preparazione, le primavere sulle spalle e i ritmi del calcio di oggi: "Con questa Serie A oggi se perdo due chili e gioco in infradito, faccio la differenza". E non sono mancati anche i paragoni con il barese che ha nominato due delle stelle del nostro campionato, ovvero Dybala e Malen ridimensionandoli fortemente: "Se vedo giocare quelli che ci sono oggi, vedo che Dybala va a un cilindro e cade. Malen, otto anni in panchina fra Dortmund e Aston Villa e fa il capocannoniere. Se io e Ventola giochiamo avanti, facciamo meglio di tutti gli altri. Il presidente (Adani, ndr) dietro potrebbe giocare dieci anni in Nazionale. Ma di cosa stiamo parlando?".
Ma è davvero così? Al netto delle eccezionali doti tecniche di Cassano, bisogna però poi fare i conti con la componente fisica. Non dimentichiamo che la conclusione della sua avventura professionale è stata particolare in quel di Verona. Fu lo stesso attaccante a riconoscere l'impossibilità di andare avanti a livello fisico e mentale, con l'attitudine all'allenamento e al sacrificio che si era ormai smarrito. La sua provocazione certo ci può stare, anche se sembra davvero un azzardo in un calcio dove oggi c'è un'attenzione ai dettagli e alla preparazione totale.