Alen Halilovic senza lavoro a 30 anni: era il Messi croato, perché Gattuso lo stroncò al Milan
Lo scorso 18 giugno Alen Halilovic ha compito 30 anni. Qualche giorno dopo, il 30 dello stesso mese, il centrocampista croato ha visto terminare il suo contratto triennale con il club olandese del Fortuna Sittard e si è seduto sul divano del salotto ad attendere invano che qualche squadra bussasse alla sua porta, lui che era stato etichettato da ragazzo come il ‘Messi croato' o il ‘nuovo Modric' – scegliete voi la definizione più suggestiva – diventando il 10 giugno del 2013 il giocatore più giovane a indossare la maglia della nazionale croata all'età di 16 anni, 11 mesi e 23 giorni.
Alen Halilovic sembrava un predestinato: tutto è andato storto per l'erede di Modric
Chissà se oggi che è disoccupato, Halilovic pensa al fatto di essere una delle più grandi promesse non mantenute del calcio, qualcuno che in patria era ritenuto addirittura più forte dello stesso Modric e dei vari Boban, Prosinecki e Rakitic. Tutto sembrava preludere a una carriera stellare: il biennio da campioncino alla Dinamo Zagabria, con cui diventò il secondo più giovane calciatore ad aver mai debuttato in Champions League, poi il trasferimento a 18 anni nel Barcellona. Era il trampolino di lancio perfetto per un ragazzo con quel talento, dal piede mancino che ricordava per morbidezza quello di qualcuno passato di là qualche anno prima e che avrebbe fatto la storia del calcio mondiale.
Ma da lì in poi tutto andò storto, le aspettative diventarono fallimenti a ripetizione. Halilovic fu utilizzato nella squadra B del Barcellona, lasciandolo dopo appena due anni (uno in prestito allo Sporting Gijon) avendo disputato una sola partita con la prima squadra blaugrana: gli ottavi di finale della Copa del Rey 2014/15, lo straccio di 28 minuti nella vittoria per 4-0 contro l'Elche. Nel 2016 l'Amburgo lo acquistò a titolo definitivo e cercò di rilanciare la sua carriera, del resto aveva ancora solo 20 anni. Ma anche lì le cose non andarono bene e nella seconda stagione di contratto finì in prestito al Las Palmas.
L'esperienza al Milan, un fallimento totale: Gattuso non sapeva che farsene
A quel punto, nell'estate del 2018 il Milan fiutò l'affare e si portò a casa il 22enne Halilovic a parametro zero, facendogli firmare un contratto di tre anni: un'altra operazione rilancio finita male. L'allora tecnico rossonero Rino Gattuso lo chiamò personalmente dicendogli che contava su di lui. "Mi sentivo al livello necessario per il Milan", avrebbe poi commentato lui. Il bilancio di Alen con la maglia del Diavolo non ha bisogno invece di commenti: zero presenze in Serie A, tre in Europa League per soli 60 minuti totali (55 nelle due sfide contro i lussemburghesi del Dudelange, 5 con l'Olympiacos). Anche il Milan allora lo diede in prestito, allo Standard Liegi, poi all'Heerenveen. Poi nell'ottobre del 2020 arrivò la risoluzione consensuale.
Halilovic e Gattuso non si sono mai ‘presi': l'allenatore rossonero voleva un centrocampo in cui la componente fisica non venisse mai meno, con gente come Kessié, Biglia e Bakayoko, ma anche lo stesso Bonaventura. Il croato era il classico fantasista, abbastanza anarchico tatticamente e non molto devoto al sacrificio, la tipologia di calciatore che oggi le squadre fanno fatica a ‘sopportare'.
Dopo una partita di Europa League, Gattuso lo criticò in pubblico per essersi incaponito nel dribblare, tenere palla e non passarla. Dal canto suo, alla presentazione con lo Standard Liegi, Halilovic fu secco sull'argomento: "Dovete chiedere al signor Gattuso perché non ho giocato. Mi ha detto che ero ancora giovane e dovevo migliorare. Io non volevo aspettare". Montolivo, ai margini di quel Milan nella stagione 2018/19, raccontò di essere stato costretto ad allenarsi da solo o con Halilovic e i ragazzi della Primavera.
Il prosieguo della carriera di Halilovic: uno stanco trascinarsi
Dopo l'addio al Milan, nel novembre del 2020 Halilovic approdò a parametro zero al Birmingham City nella seconda divisione inglese, poi l'estate dopo firmò per un anno con il Reading, sempre in Championship. Niente che assomigliasse al rilancio di una carriera che a quel punto si trascinava stancamente. Nel luglio del 2022 Alen tornò in patria accasandosi al Rijeka a 26 anni, ma neanche l'aria di casa lo rivitalizzò: a gennaio risolse il contratto con il club croato dopo solo 8 presenze.
Nell'estate del 2023 è iniziata quella che di fatto resta la sua esperienza più lunga in un club, tre anni al Fortuna Sittard (due decimi e un undicesimo posto in Eredivisie). Con il club olandese, Halilovic è tornato a un livello accettabile, soprattutto nelle prime due stagioni. Problemi fisici lo hanno tormentato nell'ultima stagione, in cui ha giocato pochissimo, tra indisponibilità e panchine: solo 5 presenze per appena 30 minuti. Ovvero il nulla, che è stato preludio al benservito datogli dal Sittard.
Halilovic oggi, disoccupato a 30 anni: ha offerte di basso livello
Al momento dunque Alen è svincolato, sicuramente il piatto a tavola non gli manca, ma non deve essere facile – per chi era stato accostato con buone ragioni a Messi e Modric – stare lì in attesa che il suo agente lo chiami per dirgli che ha trovato una squadra da cui ripartire. Per lui si è fatto avanti il Perth Glory dalla A-League australiana, sarebbe la prima esperienza extraeuropea, e ancora voci sul NAC Breda in seconda serie olandese, l'Internacional in Brasile, il Persepolis in Iran, il Volos in Grecia, il Buriram United in Thailandia. Come si vede da questi nomi, Milan e Barcellona sono lontanissime, davvero sembra essere stata un'altra vita.
"Alcuni si aspettavano che fossi Modric, ma non era possibile", ha detto Halilovic un paio di anni fa. Qualcuno lo aveva creduto, forse se ne era convinto lui stesso. È rimasto solo un sogno, che diventa tormento quando i pensieri tornano indietro ai bei tempi di Zagabria e della Masia: oggi è polvere di stelle.