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Adani duro: “Voi dimenticate cosa c’è dopo il calcio. Gli arbitri faticano a fare colazione al bar”

Lele Adani in diretta tv esplode contro l’idea di modificare il VAR con la presenza di due ex calciatori a supporto degli arbitri: “Se lo fai sai cosa ti dicono in questo paese?”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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La Serie A apre il suo 2026 così come l'aveva terminato: con le polemiche arbitrali. Il turno infrasettimanale, in particolare le quattro partita disputate nella serata di mercoledì 7 gennaio, hanno messo pesantemente nel mirino i vari direttori di gara, VAR e i vertici dell'AIA. Dagli episodi dell'Olimpico in Lazio-Fiorentina con le polemiche proseguite anche nel tunnel degli spogliatoi tra Sozza e i calciatori biancocelesti, fino al caos del Maradona con gli episodi arbitrali che hanno fatto fortemente discutere nella sfida Napoli-Verona. Il VAR deve essere rivisto.

È la frase che ascoltiamo ormai da anni nei vari talk televisivi, programmi d'approfondimento sportivo, conferenza stampa e post partita in diretta durante le interviste degli allenatori. Ma nulla sta cambiando. In molti gridano fortemente all'intervento immediato dei vertici del calcio affinché vengano anche inseriti in sala VAR almeno due ex calciatori per analizzare al meglio i vari episodi da campo che solo chi ha calcato il rettangolo verde può effettivamente capire al meglio. Ed è proprio di questo che si è parlato nella serata di ieri durante l'ultima puntata della Domenica Sportiva su Rai Due. Adriano Panatta e Ciccio Graziani danno credito fortemente a questa ipotesi ma Lele Adani, opinionista in studio, spiega: "Se lo fai sai cosa ti dicono in questo paese?"

Ad aprire l'argomento per primo è stato Adriano Panatta. L'ex campione di tennis spiega: "Ho sempre detto che ci vorrebbero almeno due ex giocatori in sala VAR". Ad appoggiarlo c'è subito Ciccio Graziani che spiega: "Io la penso come Adriano, perché se c'ero io in quella sala…". A questo punto Adani lo interrompe subito e inizia la sua spiegazione sull'argomento: "Non sono per niente d'accordo, sarebbe un casino della madonna, non avete proprio idea voi – e aggiunge, rivolgendosi a Graziani -. Mettiamo caso che accada e te vai ad arbitrare Roma, Torino e Fiorentina, e dai questo rigore qui (quello contestato in Napoli-Verona ndr), in questo paese ti dicono: ‘L'hai dato contro perché hai giocato con…"‘.

La teoria di Adani in un certo senso non fa una piega e mette in guardia con questa tesi chi volesse eventualmente dare seguito a questa iniziativa. "Voi non vi mettete in questa situazione e poi voglio vedere quanti giocatori si mettono a studiare e lavorare sul regolamento – aggiunge Lele Adani durante la diretta -. Voi avete dimenticato cosa c'è dopo il calcio. Quello arbitrale è un ambiente in cui si fa fatica anche a fare colazione al bar, vengono considerati come eretici. Fare l'arbitro è difficile ma c'è un regolamento che complica nettamente la lettura del gioco". E conclude: "Ci sono persone poi che devono prendere delle decisioni e stanno facendo pena".

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