Ora si che si può festeggiare. Con un gara (quasi) perfetta in attacco e in difesa quasi sempre condotta in doppia cifra, l'Olimpia Milano vince gara 5 contro il Bayern Monaco di Andrea Trinchieri e approda ufficialmente alle Final Four di Eurolega, dove mancava da 29 lunghissimi anni.

È il successo di Ettore Messina, capace di plasmare una squadra a sua immagine e somiglianza nella metà campo difensiva e sicura di potersi affidare ai suoi tanti esterni di talento in attacco. Milano ha controllato quasi interamente la gara con un vantaggio in doppia cifra, reagendo colpo su colpo a ogni tentativo di parziale dei bavaresi ma crollando inspiegabilmente negli ultimi secondi, in cui Lucic e compagni sono riusciti a rimettere in piedi la gara dal 91-79 con un parziale di 10-0 salvo poi infrangersi su una enorme azione difensiva di Hines proprio sul tiro del possibile pareggio e sbagliando la tripla del potenziale pareggio sulla sirena.

Per l'Olimpia, uno Shavon Shields semplicemente dominante: 34 punti con 9/12 dal campo (5/6 da tre), 11/11 ai liberi, 5 rimbalzi, 2 assist, 2 palle recuperate e 8 falli subiti per uno stellare 41 di valutazione, e canestri fondamentali di Delaney, Chacho Rodriguez e Kyle Hines.

La cronaca della partita: primo tempo

Gli ospiti iniziano molto bene con il canestro di Reynolds su assist di Flaccadori. Sempre l'americano pochi secondi dopo punisce una difesa pigra Olimpia che sembra contratta e va a punti solo con Leday, per il 2-8 iniziale. Milano prova a chiudere il pitturato  spingendo i lunghi del Bayern sui raddoppi orchestrati da Messina, mentre Malcolm Delaney in attacco punisce i cambi sul pick and roll di Trinchieri e come spesso accade è lui l'uomo che tiene vivi i suoi sui giochi in attacco spezzati.

Nei bavaresi Jajuan Johnson è un problema e alla sua fisicità non si trovano inizialmente risposte. Messina è quindi costretto a mescolare le carte inserendo Kyle Hines e Jeff Brooks per opporre qualche corpo all'americano di Trinchieri, e soprattutto Shavon Shields che entra subito ispiratissimo tenendo Milano a contatto con la tripla del 12-14, che diventa 14 pari col catch and shoot di Gigi Datome che riceve palla dalla rimessa e spara il jumper. Il parziale si estende (9-2 di break e 18-16 complessivo) fino a costringere i bavaresi al time-out. Messina pesca ulteriormente dalla panchina con il Chacho Rodriguez che pronti-via spara una tripla dopo una bella azione con palla dentro e fuori, prima dello scambio di prodezze tra Lucic e Shields, che sulla sirena del quarto è già in doppia cifra con i suoi avanti 24-22.

Nel secondo quarto ancora Shields parte con altri 5 punti e estende il margine di Milano fino al 31-22. Nella metà campo difensiva, nel frattempo, per quasi 5 minuti a ridosso dei due quarti il Bayern non riesce a segnare e assiste impotente al pick and roll tra Rodriguez e Hines chiuso dall'appoggio di quest'ultimo per il +11. I tedeschi però, non tradendo le aspettative e dimostrandosi squadra che non muore mai, riducono il gap fino al -7 prima (35-28) a cui rispondono Tarczewski e Rodriguez, e poi addirittura a -6 con un secondo parziale interrotto solo da 3 liberi di Shields, che subisce fallo oltre l'arco e dà ossigeno ai suoi. Da quel momento la partita sembra prendere la direzione dell'Olimpia, che di nuovo con Hines e poi con la tripla di Datome sulla sirena del primo tempo chiude avanti 50-40, nonostante il 70% da due concesso al Bayern.

Secondo tempo col brivido

Il secondo tempo inizia sulla falsariga del primo, con Jajuan Johnson ispirato e Shavon Shields a rispondere colpo su colpo. Milano però alza ulteriormente l'intensità in difesa, concretizzando in transizione con le triple di Delaney e dell'ex Trento che portano il vantaggio fino al +16. Il leit-motiv della serie però non cambia, e con 3 canestri consecutivi il Bayern torna prima a -10, poi vede di nuovo Shields segnare da oltre l'arco per il +17 che conferma

Nell'ultimo quarto LeDay apre le danze con una schiacciata impressionante che sembra portare l'inerzia in modo definitivo dal lato di Ettore Messina, che vede Hines e Rodriguez scambiarsi cioccolatini sul pick and roll e sembra in controllo anche emotivo del match. Tuttavia, Milano stacca troppo presto il piede dall'acceleratore e dall'80-65 si ritrova di nuovo il Bayern alle costole, con due jumper di Baldwin e i canestri di Reynolds e Sisko per l'83-77 che costringono al time-out Messina e fa tornare in mente gli spettri delle 2 sconfitte in terra bavarese. Dalla sospensione i padroni di casa escono motivatissimi e con la tripla e la penetrazione di Delaney tornano a un rassicurante +11, che diventa +12 a 78" dalla fine. Da lì, il grande blackout. L'Olimpia gioca su tutti i 24 secondi ma spreca tre possessi consecutivi perdendo due palloni sanguinosi che in meno di un minuto portano la partita sul 91-89 con addirittura palla al Bayern, a cui il regalo più grande lo fa l'uomo-partita Shields che per smarcarsi sulla rimessa commette fallo in attacco dando la chance del vantaggio a Lucic e compagni.

Sul possesso che vale una stagione però, Kyle Hines strappa la palla dalle mani di Baldwin in penetrazione, ottenendo una contesa che vince e fa finire il pallone nelle mani di Shields, che a 8 secondi dal termine segna il primo libero e sbaglia il secondo, guardando l'ultima preghiera di Zipser da 10 metri che non trova il canestro e vale la vittoria, soffertissima dopo un crollo senza giustificazioni.

Sarà Olimpia-Barcellona!

Sulla strada che porta alla Coppa c'è ora l'avversario più temibile: la corazzata Barcelona, che ha dominato gara 5 contro lo Zenit grazie a un eterno Pau Gasol, è l'ostacolo tra l'Olimpia e la finale.

L'appuntamento è al 28 maggio: ora Milano sogna.