4 Novembre 2021
14:12

Il cambio di pallone in NBA non piace: percentuali disastrose, giocatori insoddisfatti

Dopo le polemiche non ancora sedate sulla nuovissima regola sui contatti da fallo, tra i giocatori NBA cresce a dismisura il malcontento per il nuovo pallone Wilson, riportato in auge dopo quasi 40 anni di palla a marchio Spalding. Le percentuali dal campo e da tre di tutti i giocatori non sono mai state così basse dal 1999 ad oggi.
A cura di Luca Mazzella

È l'argomento di discussione più caldo di questi giorni. In principio furono le parole di Trae Young, seguite da quelle delle ultime ore di Joel Embiid, fino ai rumors di diversi insider NBA che riferiscono di questa crescente insoddisfazione tra tutti i giocatori, nessuno escluso. Il nuovo pallone scelto dalla lega in concomitanza con la stagione numero 75 della storia NBA, di marca Wilson (già utilizzato negli anni '50, '60 e '70, da pallone originale della lega dal 1946), ha sì mandato in pensione lo storico "Spalding" dopo quasi 40 anni di onorato servizio, ma fino ad ora sembra aver generato solo malcontento in chi, con quella palla, era abituato a segnare canestri su canestri ogni sera.

Il pallone Wilson in realtà è composto dai medesimi materiali e strutturato secondo la stessa divisione classica degli 8 "spicchi" già presenti con lo Spalding e in ogni caso, prima di essere lanciato, è stato testato da un team di esperti che di concerto con tante star NBA ha garantito le medesime performance della palla precedente. Eppure, a sentire e soprattutto vedere il trend di queste primissime giornate di regular season, sembra esserci in atto una rivoluzione.

Le parole di Paul George e le peggiori percentuali mai viste in NBA

Il primo a lamentarsi pubblicamente della nuova palla è stato un giocatore che, in realtà, sta viaggiando a numeri e percentuali mai avute in carriera ovvero Paul George. L'asso dei Clippers, cresciuto esponenzialmente dopo l'infortunio di Kawhi degli scorsi Playoffs, non sembra nei fatti aver patito l'avvicendamento Spalding-Wilson ma non per questo ha evitato di dire la sua a riguardo: "Non cerco scuse, ma giochiamo praticamente con un pallone diverso e questo cambia tutto. Non hai la stessa sensazione quando lo hai tra le mani, il pallone ha una consistenza diversa. Quest'anno vedrete tanti errori bizzarri al tiro". Errori che finora non sembrano toccare l'ex Thunder e Pacers, ma che stanno invece relegando giocatori come Damian Lillard (23% dall'arco e appena 19.5 punti di media), Joel Embiid (41% dal campo e 20.6 punti di media), Trae Young (28% da tre) a quelle che sono le peggiori percentuali dai rispettivi ingressi in NBA. Il discorso in realtà è molto più ampio, con medie dal campo relative a tutte le squadre che attualmente si assestano sul 45%, con il 34% da oltre l'arco: i peggiori numeri dalle stagioni 2004 e 1999, e non può certo essere un caso. Al punto da aver costretto CJ McCollum, vicepresidente dalla NBPA (l'associazione dei giocatori) a ipotizzare un meeting con gli altri esponenti dell'associazione per raccogliere feedback e trovare una soluzione.

Tutte le star in difficoltà

Il problema, come detto, va ben oltre il comfort con la nuova palla delle superstar e dei giocatori copertina. Michael Porter Jr, dei Denver Nuggets, è attualmente appena sopra la doppia cifra di media dopo i 19 punti della scorsa annata, il tutto condito da percentuali disastrose che nel suo caso sembrano essersi allargate a tutti i compagni di squadra (tranne l'MVP Jokic). Jayson Tatum è uno dei tanti punti interrogativi dei Boston Celtics altalenanti di inizio stagione, con un mix di pessime scelte di tiro e evidenti difficoltà nella conversione, ha numeri e percentuali evidentemente in calo. Devin Booker, fresco di Finals NBA e medaglia olimpica, non è un punto interrogativo ma attualmente sta tirando col 27.8% da tre (contro il 35% in carriera). E infine, ultimo a lamentarsi pubblicamente della situazione, è arrivato Joel Embiid che pur premettendo di non essere alla ricerca di scuse, ha detto: “Non mi sento ancora a mio agio con il nuovo pallone. È un processo e solo allenandomi ogni giorno posso migliorare le mie percentuali e prendere confidenza. Se lo scorso anno avevo il miglior tiro dal midrange di tutta l’NBA, sono convinto che tornerò a segnare quel tipo di tiri. Seth (suo compagno di squadra, fratello di Curry, attualmente titolare di un fantascientifico 61% dal campo e 53.7% da tre) non sta avendo problemi, forse siamo in pochi ad averne. Io però non so spiegarmi, ma sento una differenza enorme". Anche il tiratore dei tiratori, Steph Curry, si è detto non fan del Wilson dopo "aver tirato per i miei ultimi 12 anni con uno Spalding, ogni singolo giorno. Questi palloni sono più difficili da controllare, soprattutto quando iniziano a bagnarsi di sudore".

L'NBA, nel frattempo, si dichiara pronta a trovare una soluzione per accontentare le sue star, che tra nuovo pallone e rigore nell'applicazione della nuova regola sui falli da contatto (altra novità di stagione per evitare fischi generosi su contatti fisici cercati dagli attaccanti e non causati dai difensori, coi più classici dei "tuffi" per cercare comodi viaggi in lunetta) stanno vivendo un inizio da incubo.

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