Non è mai troppo tardi. La chiamata di Nico Mannion al Draft NBA 2020 dimostra che ogni sogno è possibile se ci credi fino in fondo. Se la fortuna un po' ti aiuta e la cogli al volo quando consegna nelle tue mani la palla a spicchi, ti guarda negli occhi e poi ti sorride come a dire "va, ragazzo… ora tocca te". Pick numero 48, nome associato ai Golden State Warriors che a deciso di puntare sul talento italiano. Diciannove anni, point guard svezzato nell'Università dell'Arizona, è in quel momento che Niccolò prende il copione e inizia a scrivere la sua storia.

La storia si ripete sulle orme di papà Pace

Lo fa sulle orme di papà Pace che 37 anni fa venne scelto proprio dalla franchigia di San Francisco (anche a lui toccò la nomination al secondo giro, numero 43): vi giocò la prima delle sei stagioni che nel torneo americano lo ha visto tra le fila di Utah, New Jersey, Milwaukee, Detroit e Atlanta.

Tale padre, tale figlio: il tweet dedicato a Mannion

"Tale padre, tale figlio", è il messaggio a corredo della foto condivisa sui social network dalla società della Baia che ha regalato al ragazzo la soddisfazione e l'orgoglio di entrare a far parte della grande famiglia della California. Ci sono l'immagine sua e del papà, una generazione spinta dalla stessa passione.

I complimenti di Curry al talento italiano

A San Francisco, Nico, avrà ottimi maestri che prenderanno in cura il suo talento. Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette. Dinanzi a lui si staglia la sagoma di Steph Curry, due volte MVP e colonna della squadra. "Congratulazioni" gli ha scritto il giocatore simbolo della franchigia, postando il messaggio che in precedenza era stato rilanciato sui social network dal club. Manca solo la ciliegina sulla torta, la mette proprio il numero 30 dei Golden State che Mannion lo aveva conosciuto da vicino in un camp organizzato proprio da lui.