3 Settembre 2021
12:13

10 record che nessun giocatore NBA potrà mai battere

Pur nell’ottica di velocizzare e rendere più spettacolare e più dinamico, anno dopo anno, il gioco, l’NBA vanta giocatori e squadre titolari di alcuni record non fisicamente pareggiabili. Non tutti positivi, non tutti messi a dura prova negli anni a venire, ma loro modo numeri che nel bene o nel male non hanno mai trovato eguali.
A cura di Luca Mazzella

Nell'NBA "numero-centrica" e che, a dire di molti, ha negli anni cambiato il regolamento per favorire il proliferare dei numeri e di determinati traguardi resi più "alla portata" di tante superstar, esistono dei muri invalicabili. Dei record che, in oltre 50 anni, nessun altro giocatore è riuscito neanche lontanamente ad avvicinare, a prescindere da quanto il gioco sia diventato più veloce, le difese meno asfissianti, l'abuso del tiro da tre e le spaziature ormai estreme. Asticelle invalicabili che aumentano ancora di più la Grandezza di chi è riuscito così nettamente a scavare un margine tra sé e tutti i rivali. Ne abbiamo scelti 10 in particolare, per mille ragioni più irraggiungibili di altri, ed escludendo il record più noto e mainstream di tutti, i famosi 100 punti di Wilt Chamberlain. Non disperate, però: Wilt ha più di qualche premio di consolazione.

48.5 minuti a partita – Wilt Chamberlain

Eccoci, pronti-via, alla prima enorme anomalia del sistema. Porta la firma, come tantissimi dei record più incredibili della lega, di Wilt Chamberlain. Le partite NBA durano 48 minuti, eppure nella stagione 1961-62 il totem allora ai Philadelphia Warriors giocò tutte le gare di regular season e tutti gli overtime della sua squadra, rimanendo in campo per il 99.8% dei minuti disponibili e saltandone appena 8, per espulsione. I primi 7 minutaggi media della storia NBA appartengono tutti a lui, fenomeno statistico e fisico senza eguali.

30 assist in una partita – Scott Skiles

Anno di gloria: 1990. Squadra: Orlando Magic. Il record all-time di assist in una gara porta la firma della point-guard Scott Skiles, capace di far cadere un record durato ben 12 anni (di Kevin Porter) e da allora mai più superato. Nella gara in questione, contro i Denver Nuggets, il playmaker fu in grado di registrare 2 assist in più di entrambe le squadre messe assieme.

118 volte sopra i 50 punti – Wilt Chamberlain

Toc-toc, chi si rivede: Wilt! Tra il 1959 e il 1969, con le canotte dei Philadelphia Warriors (divenuti poi San Francisco Warriors), dei Philadelphia 76ers e dei Los Angeles Lakers il centro è stato in grado di toccare per ben 118 volte quota 50 punti. Un'enormità se si pensa che al secondo posto c'è tale Michael Jordan a quota 31. Nella sola annata 1961-62, Chamberlain registrò 45 cinquantelli. Per un totale di…

50.4 punti di media in una stagione – Wilt Chamberlain

Si, una classifica così diventa noiosa, ma non è un caso se lo spessore leggendario di Wilt sia quasi sempre associato prima di tutto ai suoi, inimitabili, numeri. Nello specifico, le partite da 50 o più punti collezionate nella stagione 1961-62 portarono Chamberlain alla fantascientifica media di 50.4 punti a partita. Nessun altro giocatore nella storia NBA è stato capace di issarsi sopra i 40.

37 punti in un quarto – Klay Thompson

Con quasi tutti i record più difficili da raggiungere risalenti al basket "dei nostri padri", una ventata di NBA moderna. Merito della guardia di Golden State Klay Thompson, che nel 2015 con ovviamene la canotta dei Golden State Warriors fu capace di segnare 37 punti in un singolo quarto, superando i 33 di Carmelo Anthony del 2008. I numeri di Klay in quel terzo quarto di una sfida contro i Sacramento Kings di RS: 13/13 dal campo e la quasi totalità dei punti della squadra (41) del singolo parziale.

6 falli in 2 minuti e 43 secondi – Bubba Wells

Beh, se non conoscete Bubba Wells non c'è da meravigliarvi: non è colpa vostra, non avete una cultura NBA di cui lamentarvi, più semplicemente siete davanti a una meteora durata 39 partite nella lega dei giganti. Eppure, in una di queste 39, Bubba fu messo in campo dal coach dei Dallas Mavericks Don Nelson per fare fallo su Shaquille O'Neal, centro avversario dei Lakers, ogni singola volta che fosse possibile. Il tutto per mandare il lungo in lunetta ed esporlo alla sua più grande debolezza: i tiri liberi (la pratica del fallo sistematico per portare Shaq sulla linea della carità fu soprannominata Hack-a-Shaq). Bubba, eroe a sperimentarla nel modo più aggressivo possibile. La cosa curiosa? Nelle altre 38 occasioni non fu mai espulso per falli.

33 vittorie consecutive – Los Angeles Lakers

65 giorni di imbattibilità, dal 5 novembre 1971 al 7 gennaio 1972. Un periodo infinito in cui i Los Angeles Lakers furono capaci di mettere in fila 33 vittorie consecutive, guidati dal duo Jerry West e Wilt Chamberlain, che in un modo o nell'altro mette lo zampino in ogni record della storia NBA. L'unica squadra capace di avvicinarsi alle magnifiche 33 furono gli Houston Rockets del 2015-16, issatisi fino a 28 vittorie una dietro l'altra.

Due gare consecutive da 50 punti ai Playoffs – Michael Jordan

Che record sarebbero senza leggere nemmeno una volta il nome di MJ? Nel 1988 il 23 dei Bulls segnò 50 punti in gara 1 del primo round dei Playoffs del 1988, bissando nella gara successiva la prestazione monstre con 55 punti. Gli aggiustamenti dei Cleveland Cavaliers, protagonisti al contrario di questa storia, portarono la media di Jordan nelle successive tre gare a…40.3 punti a partita. Un alieno.

39 tiri liberi in una partita (due volte) – Dwight Howard

Il record qui è già di per sé anomalo, ma lo diventa ancora di più se pensiamo che l'autore, Dwight Howard al secolo "Superman", è stato capace di replicarlo a distanza di pochi mesi con due canotte diverse, Orlando Magic (vs Warriors) nel 2012 e Los Angeles Lakers (contro la sua ex squadra) l'anno dopo. 39 liberi in entrambe le occasioni, con 21 e 25 tiri mandati a segno. Il tutto prima che l'NBA rivedesse in parte le regole sui falli lontano dalla palla negli ultimi 2 minuti di partita, proprio per evitare fenomeni del genere.

15806 assist/3264 palle recuperate – John Stockton

Pensi a Stockton, pensi a Malone. E pensi al binomio più solido e indissolubile della storia NBA. Non sappiamo quanti dei 15806 assist del playmaker dei Jazz siano finiti nelle mani del Postino, ma è ragionevole sostenere che senza quest'ultimo il record non sarebbe stato così sostanzioso, e che senza i passaggi vincenti del suo compagno nemmeno Malone avrebbe raggiunto quota 36928 punti segnati. Stockton è stato capace di guidare la lega in assist e assist per partita per 9 anni di fila nella sua lunga militanza NBA (1984-2003). In più, le palle rubate, altro marchio di fabbrica del numero 12. Giocatore dal fisico anonimo, poco appariscente, ma sempre in anticipo sulle difese avversarie e contro i diretti avversari dell'altra metà campo. Fosforo batte muscoli, e ti consegna alla storia del gioco.

Bonus: il record più triste. 29 minuti in campo senza fare…nulla – Joel Anthony

Nessun giocatore ha giocato così tanto senza fare così poco. In una Miami Heat-Portland Trail Blazers di inizio 2011 il centro Joel Anthony fu in grado di resistere 29 minuti in campo chiudendo a quota 0 punti, 0 assist, 0 rimbalzi, 0 stoppate, 0 palle recuperate. In compenso, mise assieme ben 4 falli e un plus/minus di -9. Nulla a che vedere coi record di sopra, ma nella sua impalpabilità una statline impareggiabile, pur impegnandosi.

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