Zoran Terzic stronca l’Italia di volley femminile: “Ha avuto fortuna, nessuno conosce le giocatrici”
Zoran Terzic non le manda di certo a dire all'Italia, una delle contendenti della sua Serbia per gli Europei di volley femminile. Comincia la fase a eliminazione diretta e sale anche l'adrenalina tra le squadre favorite per il trionfo: l'Italvolley è una di quelle e si presenta ai nastri di partenza con la vittoria alle Olimpiadi 2024 e il titolo di campione del mondo. Eppure queste medaglie non bastano per il CT serbo che non crede affatto nella forza delle ragazze di Velasco, secondo lui aiutate da una buona dose di fortuna.
In una lunga intervista a Meridian Sport in cui ha ripercorso tutta la sua carriera, Terzic sostiene che l'Italia femminile del volley non sia affatto così forte come tutti dicono e che non ha senso paragonarla alle grandi squadre del passato. Nessuno conosce le giocatrici e le uniche due davvero forti sarebbero Silla ed Egonu, parole che non sono state accolte con molto entusiasmo in Italia visti i risultati arrivati negli ultimi anni.
Terzic attacca l'Italia di volley femminile
Le ragazze di Velasco si presentano come le favorite agli Europei, ma non basta aver vinto Olimpiadi e Mondiali per convincere davvero. O almeno questa è l'opinione di Terzic che non le ha mandate a dire all'Italia: "Paragonare questa nazionale italiana ad alcune delle grandi squadre del passato, non solo dell'Italia ma di qualsiasi nazionale, è ridicolo, secondo me". Il Ct della Serbia non salva niente dell'Italia e affossa praticamente tutte le giocatrici. Il suo ragionamento si basa su una tesi: "Chiedete a qualcuno che non è un grande appassionato di pallavolo femminile di nominarvi le quattro ricevitrici della nazionale italiana. Alla fine conoscerà Silla, perché la gente se la ricorda. Egonu è l'unica giocatrice davvero di alto livello, ma non c'è altro da aggiungere".
Secondo Terzic le vittorie sarebbero frutto della fortuna: "Hanno avuto un po' di fortuna, altre squadre hanno giocato un po' peggio, ci sono stati alcuni cambi generazionali e, ovviamente, c'è anche la loro qualità. Gli italiani non sono sempre i migliori, ma anche quando non lo sono, se la cavano comunque bene". Un'analisi poco generosa nei confronti della nazionale guidata da Velasco che nel giro di pochi anni ha vinto tutto a livello mondiale e non certo per pura coincidenza.