Tradito il codice d’onore del rugby: i tifosi chiedono la squalifica a vita per il gesto di Curtis Gregory

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Curtis Gregory è nei guai dopo il fallaccio che ha fatto giovedì sera su un avversario che era sotto di lui impegnato in mischia. Gli appassionati di rugby chiedono una sanzione esemplare, fino alla squalifica a vita.

Giovedì sera Curtis Gregory non solo ha fatto un fallaccio orrendo e pericoloso, ma ha tradito lo spirito più autentico del rugby, quel codice d'onore che anima lo sport della palla ovale e trova la sua sublimazione nel ‘terzo tempo' che al fischio finale trasforma la fiera battaglia di poco prima in gesti fraterni tra le due squadre. Una volta si andava anche a mangiare e bere assieme, oggi ci si ferma in campo per abbracciarsi, complimentarsi coi vincitori e rendere l'onore delle armi agli sconfitti.

In un contesto del genere, fortemente difeso dagli appassionati, è chiaro che non può trovare spazio il gesto di Gregory. Il brutto episodio è avvenuto ieri sera durante la partita tra Llandovery RFC ed Ebbw Vale RFC, valevole per la Super Rygbi Cymru, che è il campionato semiprofessionistico gallese. Al 35′ del primo tempo, durante una mischia, il seconda linea Gregory ha calpestato intenzionalmente e con violenza un avversario del Llandovery che era a terra, Joe Powell. Tra l'altro non uno qualunque, ma un giocatore di riferimento del club, spesso capitano, pluripremiato nella stagione precedente.

Curtis Gregory espulso per il fallaccio su Joe Powell, ma il peggio deve ancora venire: attesa una squalifica pesantissima

L'arbitro dell'incontro, Craig Evans, che si trovava in perfetta visione a due passi, è intervenuto immediatamente espellendo Gregory con cartellino rosso diretto, avvalorato anche dal controllo del Television Match Official, ovvero il giudice di gara che assiste l'arbitro principale tramite i replay video, insomma il ‘VAR del rugby' (che peraltro esisteva da molto prima dell'introduzione della revisione video nel calcio).

La vicenda del pestone dato con tutti i sentimenti e in maniera davvero pericolosa all'avversario – che fortunatamente si è rialzato senza problemi sulle sue gambe ed è andato a muso duro contro Gregory prima che l'accenno di rissa fosse fermato dai compagni – non si è esaurita con l'espulsione definitiva dal campo che ha costretto l'Ebbw Vale a giocare in 14 per oltre metà gara, pur riuscendo poi a vincere 31-15. L'orribile gesto è diventato virale sui social, venendo definito da giornalisti e tifosi come "disgustoso", "vile" e "pericoloso per la carriera dell'avversario". E sono in molto a chiedere ora una squalifica esemplare o a vita per Gregory, che dovrà affrontare i provvedimenti della federazione gallese di rugby.

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Il fallaccio di Curtis Gregory da un'altra angolazione

La Welsh Rugby Union è in attesa del referto ufficiale dell'arbitro, seguirà poi il procedimento disciplinare. Per lo ‘stamping', ovvero il pestone che le immagini mostrano in maniera chiarissima, le sanzioni standard partono da un minimo di 2 settimane di squalifica fino al massimo di 52, ma c'è anche la possibilità di uno stop a vita in casi estremi con conseguenze gravi o intenzionalità elevata. Qui la forza, la mira al ginocchio e il carattere deliberato del gesto (l'espressione rabbiosa del volto dice tutto) lo collocano chiaramente nella fascia alta delle sanzioni attese.

Perché il fallo del giocatore gallese è particolarmente odioso nel rugby: è una vigliaccata

Nel rugby, il concetto di fairplay e rispetto reciproco non è una semplice facciata retorica, ma la condizione stessa che rende possibile la pratica di uno sport in cui è continuo il contatto fisico ad altissima intensità. Non a caso, spesso gli appassionati della palla ovale rimarcano la differenza con il calcio, giudicato meno ‘civile'. Ecco perché un gesto come quello di Curtis Gregory viene percepito con un senso di profondo disgusto.

Nelle mischie la vulnerabilità del giocatore a terra è altissima, i giocatori sono uno sull'altro per recuperare o proteggere il pallone e mai si aspetterebbero un comportamento di quel tipo, peraltro da un punto che per loro è ‘cieco'. Chi si trova sotto il mucchio è in una posizione completamente indifesa: non può schivare, pararsi o proteggere organi vitali, viso o articolazioni. Calpestare volontariamente un avversario inerme rompe la regola d'oro implicita del gioco: il contatto violento è ammesso solo sul portatore di palla ed è finalizzato al placcaggio o alla contesa del pallone, mai a fare male deliberatamente.

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Gregory è atteso da una lunga squalifica

C'è una differenza abissale tra un contatto fortuito e uno ‘stamp' come quello di Gregory, ovvero un pestone intenzionale sferrato dall'alto verso il basso con il peso del corpo. Quest'ultimo è a tutti gli effetti un'aggressione fisica da strada trasportata su un campo di rugby. Ma è anche e soprattutto un tradimento del ‘codice d'onore' che accompagna questo sport da sempre. Il rugby si basa sul principio per cui ci si scontra con la massima durezza fisica per 80 minuti, ma sempre entro i confini della lealtà. Chi infligge un colpo gratuito e vigliacco ad un avversario vulnerabile viene visto come un traditore dello spirito del rugby e della comunità stessa. La violenza gratuita non è agonismo, è inciviltà. Non saranno giorni facili per Gregory.

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