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9 Settembre 2021
13:18

Per l’atletica italiana è solo l’inizio: arrivano i migliori anni della nostra storia

Con le cinque medaglie d’oro olimpiche di Tokyo 2020, l’atletica leggera italiana è diventata un caso di studio in tutto il mondo. A luglio inoltre avevamo vinto il medagliere degli Europei under 23 di Tallinn e questo spiega che oltre al presente dei vari Jacobs e Tamberi, c’è anche un futuro roseo. Nei prossimi anni ci saranno due Europei, due Mondiali e Parigi 2024 dove poter continuare a sorprendere e vincere.
A cura di Jvan Sica
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Fino al 1° agosto 2021, l’impresa più sensazionale e memorabile di questa estate che per lo sport azzurro è stata sicuramente indimenticabile era la vittoria agli Europei di calcio della nostra Nazionale. Poi vinciamo due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Tokyo e cambia tutto. Cambia non solo perché due medaglie d’oro olimpiche sono momenti sempre di valore inestimabile per un movimento sportivo, ma perché vengono dall’atletica leggera, la regina della manifestazione e la disciplina con maggiore competizione possibile per i tanti praticanti in ogni parte del mondo.

Già solo questo è un momento straordinario per lo sport azzurro, ma non basta. Le due medaglie d’oro le vinciamo nel salto in alto con Gianmarco Tamberi e nei 100 metri con Marcell Jacobs, due degli eventi più seguiti, soprattutto il secondo, dell’intera manifestazione olimpica. In pochissime parole, in circa un’ora diventiamo la nazione regina dell’atletica leggera mondiale, la nostra forza viene globalmente diffusa grazie ai nostri meravigliosi atleti sui media di tutto il mondo, diventiamo una sorta di caso di studio, perché solo tre anni prima, agli Europei di Berlino, siamo riusciti a ottenere sei medaglie (con un oro e un argento nella Maratona a squadre maschile e femminile, due prove non olimpiche) e ai Mondiali di Doha del 2019 abbiamo vinto solo un bronzo con Eleonora Giorgi nella 50km di marcia, altra gara non olimpica.

Eravamo davvero poca cosa e, unendo alle vittorie quasi in contemporanea di Tamberi e Jacobs, anche quelle di Antonella Palmisano nella 20km di marcia donne, di Massimo Stano nella 20km di marcia uomini e della 4×100 uomini, altra gara vista da tutti nel mondo, diventiamo una delle nazioni di riferimento.

Cosa è successo? Le motivazioni di questo exploit davvero incredibile, inatteso anche dal più innamorato dell’atletica azzurra, è figlio di tante piccole cose. La crescita di alcuni talenti e la maturazione giusta nel momento giusto, l’appannamento di alcune grandi scuole in determinati settori, uno su tutti il settore velocità giamaicano, una programmazione intorno a una fucina interessante di atleti, che sono stati sostenuti fin dalla giovanissima età proprio perché non avevamo atleti di punta su cui investire energie, la fortuna, che serve sempre, i percorsi di vita, capaci di portare alcuni atleti, ad esempio Tamberi, a giocarsi una carriera, in piena forma, nel momento più importante.

Questo mix ha creato un boato fragoroso che adesso non si deve disperdere o acquietare per errori di programmazione nel breve termine né per eccessive cautele o fughe in avanti.

Tante medaglie per l'Italia agli Europei Under 23

Per l’intero movimento dell’atletica italiana, importante quasi quanto le cinque medaglie d’oro di Tokyo è stata la vittoria del medagliere agli Europei under 23 di Tallinn, manifestazione tenutasi poche settimane prima delle Olimpiadi. Con le nostre 13 medaglie vinte, di cui 6 d’oro, in quella manifestazione avevamo capito di avere un futuro. A Tokyo ci è apparso come un bagliore di luce accecante anche un fantastico presente. L’obiettivo adesso è connettere futuro e presente per continuare a correre.

Nel settore velocità tra gli uomini abbiamo il campione olimpico dei 100, quattro olimpionici nella staffetta e Filippo Tortu, sempre più intenzionato a provare i 200. Tra le donne ottimi prospetti, come Dalia Kaddari, campionessa europea under 23 dei 200 e Vittoria Fontana, anche lei oro europeo under 23 nei 100 nel 2019.

Tra 400 e 400 ostacoli ci sono Davide Scotti e Alessandro Sibilio, il quale cresce a vista d’occhio ogni volta che scende in pista ed è anche riuscito a partecipare alla finale olimpica che ha visto il nuovo record del mondo di Karsten Warholm in 45.94.
Il nostro mezzofondo non ha brillato come gli altri settori alle Olimpiadi, ma ci sono almeno tre grandi talenti su cui puntare: Gaia Sabbatini nei 1500 e Nadia Batocletti soprattutto sui 5000 tra le donne. Sono due atlete che ormai partecipano costantemente alle gare internazionali, tra le migliori in Europa ed entrambe campionesse europee a Tallinn questa estate. Tra gli uomini il nostro prospetto migliore è Simone Barontini.

Anche nei concorsi abbiamo tante frecce al nostro arco. Tamberi nell’alto che verrà accompagnato nei prossimi anni da Massimiliano Luiu, argento mondiale ai Mondiali juniores di Nairobi disputatisi dopo le Olimpiadi, Zane Weir (quinto alle Olimpiadi) e Leonardo Fabbri nel peso, ben tre atleti di valore nel triplo, Tobia Bocchi, Emmanuel Ihemeje e Andrea Dallavalle, il lunghista Filippo Randazzo che ha già vinto una tappa di Diamond League e una certa Larissa Iapichino, che ha terminato una fase delicata della sua vita con la maturità e può concentrarsi in maniera ancora più focalizzata sull’atletica.

Insieme a questi, tutti giovani se non giovanissimi, abbiamo punte interessanti nei 3000 siepi, Ala Zoghlamie Ahmed Abdelwahed capaci raggiungere la finale olimpica, nel salto con l’asta femminile grazie a Rachele Bruni e non possiamo dimenticare il nostro ritrovato dominio nella marcia e la capacità di creare sempre ottimi maratoneti.

L’atletica leggera italiana, in questo momento con la chiusura del circuito internazionale coincidente con l’ultima tappa di Diamond League di Zurigo, non era mai stata così forte, così in crescita e così prospera da decenni.
Se tutti i percorsi degli atleti andranno a buon fine, le Olimpiadi di Tokyo potrebbero essere state soltanto un incredibile antipasto. Nei prossimi tre anni ci saranno due Europei, due Mondiali e la prossima Olimpiadi di Parigi. Potrebbero essere anni strepitosi per l’atletica italiana, forse i migliori della nostra storia. Non ci resta che continuare a crescere e puntare sempre all’obiettivo massimo.

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