Persa l'occasione di ospitare i giochi Olimpici del 2024 e del 2028, che si terranno rispettivamente a Parigi e Los Angeles, l'Italia prova a tornare in gara per organizzare l'edizione invernale del 2026. Dopo il clamoroso dietrofront del progetto Roma 2024, che ha generato molte polemiche, e a vent'anni dall'ultimo evento di Torino, è stato dunque lo stesso Giovanni Malagò a confermare l'interesse del Coni e la più che probabile candidatura italiana.

"La commissione ha indicato come strada da seguire la possibilità di una candidatura congiunta di Cortina, Milano e Torino, senza una capofila, per far sì che ci sia una vera candidatura italiana – ha spiegato il numero uno del Coni, al termine della riunione della commissione di valutazione sui Giochi 2026 – Abbiamo ottenuto dal Cio la possibilità di avere un riscontro di pari dignità da parte delle tre città e abbiamo già ricevuto la disponibilità di Milano e di Cortina. Ora aspettiamo di sapere se c'è anche quella di Torino. Questa è un'occasione più unica che rara nella storia delle Olimpiadi".

Torino aspetta il via libera dal governo

Dopo aver tagliato il più possibile i costi (la candidatura congiunta potrebbe costare al massimo sui 400 milioni), ora Malagò aspetta dal governo un aiuto per convincere del tutto anche la città di Torino. In una lettera inviata proprio al presidente del Coni, Chiara Appendino ha fatto sapere di essere a disposizione ("Anche se una candidatura unica sarebbe migliore") ma che attende però un "via libera" dal governo nazionale: "Prendiamo atto della proposta del Coni – ha dichiarato la sindaca pentastellata di Torino – Non abbiamo ancora visto il dossier e su questo ci riserviamo di intervenire. Il governo comunque incontrerà le città candidate e soprattutto verificherà la compatibilità delle linee guida con quelle poste dal Consiglio dei ministri". La decisione su quale paese ospiterà l'Olimpiade del 2026, verrà presa dal Cio nel settembre del 2019.