Le indagini sull'incidente nel quale è rimasto coinvolto Alex Zanardi si concentrano su un altro aspetto della vicenda. Le condizioni del manto stradale rientrano nel novero delle considerazioni che gli inquirenti allegheranno al fascicolo aperto come atto dovuto a seguito delle gravissime conseguenze dell'impatto avvenuto sulla Statale della Val d'Orcia. Una buca sull'asfalto, un avvallamento dovuto all'usura del traffico o del tempo, una qualsiasi anomalia della carreggiata potrebbero aver reso impossibile il controllo del veicolo, fino a ribaltarsi e a carambolare nella corsia opposta, laddove sopraggiungeva l'autoarticolato.

Nessuna ipotesi è esclusa da parte della Procura di Siena per aggiungere un altro tassello alla ricostruzione di ciò che è accaduto in quel "maledetto" pomeriggio: ascoltati il conducente del mezzo [ancora sotto shock], gli organizzatori dell'evento non agonistico [Obiettivo 3], raccolte testimonianze dirette oppure brevi filmati [è il caso della clip girata dal giornalista che non era molto distante dal luogo del sinistro], sequestrati i veicoli, adesso l'attenzione è tutta rivolta alla manutenzione della strada.

Zanardi ha sbandato anche per colpa delle condizioni dell'asfalto? È possibile che il movimento anomalo di una delle ruote sia dovuto al fondo irregolare della strada? E qual era la velocità a cui viaggiava il campione poco prima dell'incidente? L'handbike guida da Zanardi era perfettamente funzionante? Alle ultime notizie che arrivano dallo staff sanitario, scandite anche dalle parole della moglie e dalle bellissime dimostrazioni di affetto del figlio, si aggiungono anche le news sull'inchiesta che fa il suo corso.

L'ex pilota di Formula 1, oggi campione di handbike, è attualmente ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale "Le Scotte" di Siena: il quadro clinico è stabile ma resta preoccupante a causa dei violenti traumi riportati. Nelle prossime ore – forse già nella giornata d lunedì – i medici che lo tengono sotto stretta osservazione potrebbe sospendere la somministrazione di farmaci e risvegliare lo sportivo bolognese dal coma farmacologico. L'obiettivo, a distanza di una settimana, dalla tragedia è valutarne le condizioni neurologiche.