Joanna Wietrzyk rompe il silenzio dopo l’HYROX vinto con la diarrea: “Mi pento. Rinuncio alla vittoria”

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Joanna Wietrzyk si è ritirata retroattivamente dalla gara, rinunciando a punti e a vittoria.
L’atleta australiana si è scusata pubblicamente per quanto accaduto durante la gara di Pechino. “Ho imparato la lezione: nella vita c’è molto più di una gara e bisogna sapere quando è il momento di fermarsi”.

"Mi pento di non essermi fermata". Joanna Wietrzyk fa ammenda per quanto accaduto nella gara di HYROX a Pechino. Il mea culpa arriva a un paio di giorni di distanza, dopo un polverone si proteste e polemiche, ma è sincero. E affinché non vi siano ombre annuncia anche una decisione che modifica l'esito sportivo della sua prestazione: aveva vinto nonostante fosse in condizioni precarie a causa di un forte attacco di diarrea, ha deciso di ritirarsi retroattivamente dalla competizione e rinunciare ai punti conquistati. Il suo allenatore l'aveva difesa, spostando l'attenzione sul caso profondamente umano e sull'odio eccessivo nei suoi confronti. Adesso è lei stessa a intervenire direttamente nella vicenda spiegando cosa abbia provato in quei momenti e quale sia il suo stato d'animo oggi. "Voglio offrire le mie più sincere scuse alle persone in Cina, agli altri concorrenti, ai tifosi e agli organizzatori di HYROX per ciò che è successo".

Wietrzyk racconta l'indisposizione improvvisa: "All'inizio mi sentivo bene"

La 24enne australiana fa una premessa che cambia del tutto il contesto e aiuta nella ricostruzione dei fatti: non è scesa in pista già in preda al malessere fisico, il suo non è stato un gesto irresponsabile. L'indisposizione è stata improvvisa: "Quando ho iniziato la gara mi sentivo completamente bene e in forma e non avevo alcun motivo per pensare che sarei stata male". Durante la prova la situazione è cambiata ed è stata male. A mente fredda, dopo aver riflettuto a lungo sulla scelta fatta allora, lascia che sia il buon senso a parlare. Lo sportivo fa un passo indietro, la ragione prende il sopravvento sull'adrenalina della competizione.

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L'atleta durante la prova, accanto ci sono un concorrente e un giudice di gara.

"Ripensandoci, mi pento di non essermi fermata. Riconosco che avrei dovuto fare una scelta diversa. Mi assumo la responsabilità della mia decisione di continuare e mi dispiace profondamente per i disagi e i problemi che ho causato". Il rimborso riconosciuto agli altri partecipanti e la modifica del regolamento sono stati la conseguenza diretta di quel frangente: è così che hanno reagito gli stessi organizzatori, spiazzati da quell'evento imbarazzante, imprevisto, che ha avuto un'eco internazionale e rispetto al quale il peso della responsabilità non può essere attribuito solo a Wietrzyk.

Il ritiro retroattivo e la rinuncia ai punti: "Nella vita c'è molto più di una gara"

Il passaggio fondamentale delle dichiarazioni di Wietrzyk fa riferimento diretto alla tappa cinese e dà maggior peso al dispiacere espresso. "Dopo averci riflettuto – ha aggiunto -, ho deciso di ritirarmi retroattivamente dalla prova di HYROX e anche di rinunciare ai punti che avevo conquistato". Con la scelta di non conservare il risultato ottenuto a Pechino dà un segnale chiaro: guardare oltre la singola competizione. "Faccio tesoro di tutto quanto imparato da questa esperienza. Una delle lezioni da ricordare è che nella vita c'è molto più di una gara e che bisogna sapere quando è il momento di fermarsi".

È il punto su cui l'australiana sposta l'attenzione, mettendo la sordina alle critiche durissime che ha ricevuto, compresi gli attacchi più pesanti e diretti. "So che le mie azioni hanno avuto un impatto anche sugli altri e mi dispiace sinceramente per tutte le persone che sono state coinvolte. Grazie a tutti coloro che mi sono stati accanto, sia come atleta sia come persona, in questo periodo, e a tutti quelli che mi hanno scritto con gentilezza e sostegno".

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L'atleta australiana si è scusata pubblicamente per quanto accaduto durante l'HYROX a Pechino

L'atleta si prende una pausa dal circo della competizione

Il grande spettacolo della competizione e della prestazione a tutti i costi ha generato mostri che pensano che vincere con la diarrea sia eroismo, e dirigenti che per paura di rovinare performance lasciano calpestare igiene e senso. Non è sport, è circo. Dal quale Wietrzy si chiama fuori: restare nel cono d'ombra per un po' le farà bene. È quel che desidera per sé, ne ha bisogno.

"Significa per me più di quanto riesca a esprimere in questo momento. Mi prenderò un po' di tempo per riprendermi, riflettere, badare a me e della mia famiglia, lontano da tutto questo rumore".

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