Gold Dancer soppresso in pista a causa di una frattura spinale: il fantino Paul Townend sotto accusa

Il cavallo Gold Dancer è stato soppresso in seguito a una frattura spinale riportata all'ultimo ostacolo durante il festival di Aintree, uno dei principali eventi ippici dell'anno che si svolge in Inghilterra, alle porte di Liverpool. Un episodio che ha scatenato accese polemiche che hanno coinvolto da vicino anche il fantino Paul Townend accusato di aver continuato fino all'arrivo, malgrado le condizioni del cavallo. Si è aperto così un ulteriore dibattito sulla gestione della sicurezza alimentando la discussione sulla crudeltà propria delle corse a ostacoli.
Il drammatico incidente è avvenuto il 10 aprile 2026, durante la prima corsa della giornata conclusiva del Grand National Festival, il Bridle Road Handicap Hurdle, che si è svolto tra il 9 e il 12 aprile ad Aintree, vicino a Liverpool. Gold Dancer stava affrontando l'ultimo ostacolo del percorso quando ha subito il gravissimo infortunio al momento della ricaduta sull'erba. Golden Dancer non è tecnicamente caduto saltando ma ha subito quello che in gergo ippico viene definito "infortunio catastrofico alle zampe" mentre stava per ritornare a galoppare in piano.
La dinamica dell'incidente fatale e la soppressione in pista di Gold Dancer
Nel video della diretta TV si vede il castrone di 7 anni, che era anche il favorito per la vittoria, cedere improvvisamente sulle zampe posteriori per poi continuare a galoppare. Paul Townend, il fantino che cavalcava Golden Dancer ha concluso comunque la gara, vincendola e solo dopo si sarebbe accorto dei problemi del cavallo. I veterinari sono intervenuti in pista entro pochi secondi, stendendo i classici teli verdi che servono a isolare l'animale dalla vista del pubblico e delle telecamere e hanno assistito il cavallo le cui condizioni sono apparse gravissime. Purtroppo, a causa della natura irreparabile della frattura scomposta che ha riguardato anche la spina dorsale, i veterinari hanno dovuto procedere con l'eutanasia sul posto per evitare ulteriori sofferenze all'animale. "Doveva essere soppresso. Si è rotto la schiena. È terribilmente triste per il cavallo" ha poi riferito Willie Mullins, proprietario della scuderia per cui correva Gold Dancer.
Le accuse al fantino, Paul Townend, e le verifiche su Gold Dancer: "Era 100% fit to race, idoneo alla corsa"
L'incidente ha riacceso ovviamente immediate polemiche feroci, nonostante Gold Dancer sia morto per un infortunio non derivante da un errore o un impatto su un ostacolo e al momento non ci sono inchieste a carico del fantino, l'irlandese Paul Townend. Eppure, attorno al fantino si è accesa immediatamente una ferocissima polemica per il suo atteggiamento in gara. Townend ha infatti continuato la corsa nonostante le gravi ferite del cavallo, portato fino al traguardo e al trionfo e per aver usato la frusta su Gold Dancer. Per molti, anche se l'incidente è risultato comunque fatale e non si sarebbe più potuto fare nulla, doveva fermarsi subito e smontare di sella.
"Non credo che Paul si sia accorto della gravità dell' infortunio" ha dichiarato James Given, direttore dell'organismo di regolamentazione delle corse ippiche in Gran Bretagna. "Non ha sentito nulla di anomalo e se ne è reso conto solo passando dal galoppo al trotto, comportandosi di conseguenza, fermandosi subito". Tutto ciò è stato verificato a seguito dell'interrogatorio cui è stato sottoposto Townend insieme agli steward della pista, confermando che l'azione del cavallo sembrava normale fino a dopo la linea del traguardo.
La British Horseracing Authority ha aperto un'inchiesta formale su base tecnica, senza implicazioni legali per Townend, per verificare le condizioni del terreno, controllare le cartelle cliniche del cavallo e se vi erano i presupposti per un allarme medico, anche se Gold Dancer era stato presentato nella mattinata "100% fit to race", cioè perfettamente idoneo alla corsa. Gruppi animalisti come "Animal Aid" e "League Against Cruel Sports" hanno preso ad esempio quanto accaduto a Golden Dancer per ribadire la pericolosità della struttura e dell'anello dell'ippodromo di Aintree: "Stanno dando priorità ai profitti delle scommesse rispetto alla vita dei cavalli e ogni anno assistiamo alla morte di cavalli ad Aintree per il divertimento del pubblico e per le scommesse a basso costo".
Le dichiarazioni degli esperti: "Collasso strutturale ma ci si accorge solo quando il cavallo rallenta"
Solo l'anno scorso, nella stessa manifestazione svoltasi ad Aintree, due cavalli persero la vita dopo la corsa: Willy De Houelle, di quattro anni, e Célère d'Allen, di tredici anni. Ma ciò che è successo nello specifico a Gold Dancer è stato un caso statisticamente limite che, purtroppo, secondo gli esperti, si può verificare senza alcun preavviso: un cavallo da corsa di 500 kg che corre a 60 km/h esercita una pressione immensa sulle ossa degli arti e basta un micro-trauma pregresso o un appoggio imperfetto del piede per causare una rottura totale. James Given, il Direttore Veterinario BHA, ha dichiarato che l'incidente sarà analizzato tramite i sensori e i filmati ad alta velocità "per capire esattamente in quale millisecondo la struttura ossea è collassata. Anche in casi di fratture da stress o da impatto violento, il cavallo può sembrare in difficoltà nell'azione ma non necessariamente zoppo nell'immediato, rendendo difficile per il fantino prendere una decisione in frazioni di secondo".