Federica Brignone ha vinto la Coppa del Mondo di sci alpino 2020. La sciatrice nata a Milano e cresciuta in Valle d'Aosta ha avuto la meglio su Mikaela Shiffrin e su Petra Vlhová dopo una grandissima stagione con 5 successi, 11 podi e 1378 punti totalizzati nella classifica generale. Le ultime gare della manifestazione organizzata dalla Federazione Internazionale Sci sono state cancellate a causa dell’emergenza Coronavirus ma questo non toglie nulla alla bella impresa dell'atleta 29enne. Dopo Thoeni, Tomba e Gros è la quarta italiana a raggiungere questo straordinario obiettivo e ha parlato di questo meraviglioso traguardo a Fanpage.it.

Qual è la prima sensazione che prova un’atleta di 29 anni dopo la vittoria della Coppa del Mondo?
"È un'emozione grandissima. Indescrivibile. Un sogno che vedevo irraggiungibile perché pensavo di poter vincere una Coppa del Mondo di Gigante, ed è anche il mio obiettivo, ma la Coppa del Mondo generale sembrava infattibile. L'ho sempre vista quasi fuori dalla portata e faccio ancora fatica a crederci perché, forse, mi è mancata la premiazione e tutto il resto ma non lo vedo come punto di arrivo perché voglio fare tanto in questo sport. Sarà difficile ripetersi ma posso e voglio togliermi  ancora tante soddisfazioni".

C'è stato un momento durante l'anno in cui ha capito di poterci arrivare davvero all’obiettivo?
"Quando ho iniziato ad incanalare risultarti su risultati ho capito che potevo giocarmela però sono andata avanti gara per gara e forse per questo sono riuscita ad ottenere quello che volevo. Sono sempre stata concentrata sul qui ed ora e se ho sbagliato qualche gara è perché la testa ha viaggiato un po' troppo".

Eravate ad Aare quando è arrivata la notizia della cancellazione e della vittoria. Avete avuto problemi per rientrare in Italia?
"Ero in Svezia da dieci giorni perché avevamo deciso di andare lì per allenarci vicino alla pista di gara. Quando è arrivata la comunicazione io avevo già tutto lo zaino e le mie cose pronte per il giorno dopo. Per rientrare non abbiamo avuto problemi e abbiamo fatto le cose normalmente. In quel momento non abbiamo percepito niente di niente perché ci siamo allenati sempre bene e senza problemi".

5 successi, 11 podi e 1378 punti totalizzati con più di 9 gare cancellate: non si dà credito a chi parla di "vittoria dimezzata" ma adesso ci deve raccontare che stagione è stata per lei.
"Io sono una perfezionista e sono sempre ‘cattiva' ma non posso che essere soddisfatta. Se dovessi analizzare e cercare il pelo nell'uovo mi manca il SuperG di Bansko, quando sono caduta e il telo mi ha steso a quattro porte dal traguardo. È pur vero che sono arrivata due volte ad un centesimo però credo che ci possa stare, sia normale, invece quella di Bansko mi è rimasta sul groppo. Dove non mi sono piaciuta per niente è stato il weekend il Kranjska Gora dove, però, ero malata. Avere una tappa così, dove non sei proprio in forma, può capitare. Sölden e Garmisch sono arrivata comunque quinta e secondo me ci può stare perché bisogna accettare vittorie e sconfitte. Dove sono stata brava quest'anno è stato proprio a Bansko, dove mi sono resa conto che avrei perso la coppa di SuperG ma non ho mollato comunque: mi sono rialzata, mi sono rimessa in carreggiata e non mi sono disperata per un risultato perso".

In pochi giorni lei, Dorothea Wierer e Michela Moioli vi siete imposte a livello mondiale. In questo momento voi donne degli sport invernali avete una marcia in più.
"Non credo ci sia una spiegazione ma siamo molto fortunati ad avere questo momento ‘rosa' in Italia. Comunque ci sono Fischnaller e Origone che hanno vinto la Coppa del Mondo, quest'anno Paris avrebbe potuto vincere se non si fosse fatto male. Abbiamo la fortuna in questo momento di avere delle atlete molto forti. È un movimento in crescita e in Italia si fa sempre più sport al femminile. Penso che sia una bella cosa".

Quanto hanno influito i suoi genitori nel suo percorso all'inizio e se ci sono ancora oggi momenti di confronto.
"Tanto. Non mi hanno mai spinto a fare quello che faccio e mi hanno educato facendomi diventare la persona che sono senza mai spingermi a fare la sciatrice. Mi hanno lasciato fare la mia strada e mi hanno fatto scegliere ciò che mi piaceva e ad inseguire i miei sogni. Sono dei miei grandi sostenitori e mi sono vicini sempre".

Qual è la prima cosa che farà quando le consegneranno la coppa?
"Non so quando me la consegneranno ma se dovessimo essere ancora in quarantena forzata la prima cosa la riempirò di baci. Stiamo organizzando una premiazione in famiglia, quella di cui mi hanno privato ad Aare, e la prima cosa che farò quando tutto questo sarà finito è una festa con il mio fan club, i miei amici e con il mio paese. Non vedo l'ora".

In un momento molto difficile come quello che sta vivendo l'Italia a causa dell’emergenza Coronavirus c’è un messaggio che vuole lanciare ai suoi tifosi e a tutti i suoi concittadini?
"Siamo in un momento difficile ma questo non ci impedisce di cercare la felicità e di stare bene. Ovviamente è un momento di grande stress ma quello che penso è che si possono fare delle cose divertenti a casa. Nel nostro piccolo possiamo fare un po' di movimento, stare all'aria aperta seguendo le regole e cercare di adoperarsi in casa in cose che magari non facciamo mai".