Emanuela Maccarani diventa capoallenatrice della Russia di ginnastica ritmica: niente lo impedisce
Una notizia decisamente sorprendente scuote il mondo della ginnastica ritmica: Emanuela Maccarani, CT della squadra nazionale italiana per quasi 30 anni – dal 1996 al 2025, periodo che ha portato medaglie su medaglie allo sport azzurro – e disoccupata da un anno e mezzo dopo il licenziamento da parte della Federginnastica in seguito alle accuse e ai procedimenti per presunti abusi sulle atlete, è stata annunciata dalla Federazione della Russia come "capoallenatrice della squadra nazionale russa di ginnastica ritmica per gli esercizi di gruppo". Un incarico prestigioso e molto ben remunerato, che fa rientrare dalla porta principale la quasi 60enne milanese (compirà gli anni il 20 settembre).
Perché la Russia ha nominato Emanuela Maccarani capoallenatrice della nazionale di ginnastica ritmica
I media russi, nel comunicare la notizia, sottolineano come la Maccarani sia "una delle specialiste più esperte e titolate al mondo nell'ambito degli esercizi di gruppo" e ricordano i tanti successi ottenuti a Mondiali e Olimpiadi dalla squadra italiana sotto la sua guida, citando tra le altre come sue allieve Alessia Maurelli ed Elisa Santoni, pluricampionesse azzurre. Il reclutamento dell'allenatrice italiana si inserisce nella ricostruzione del settore a squadre della Russia, dopo che la nazione di Putin è stata riabilitata sul piano sportivo dal CIO, riaprendole le porte dopo la lunga sospensione inflitta per aver attaccato l'Ucraina, guerra peraltro tuttora in corso e della quale non si vede la fine ma solo le continue, incessanti perdite di vite umane.
Lo scorso luglio il Comitato Olimpico Internazionale ha dunque revocato la sospensione del Comitato Olimpico Russo, facendo cadere così le raccomandazioni generali di blocco e delegando alle singole Federazioni Internazionali la riammissione degli atleti e delle squadre nelle varie competizioni internazionali, anche in vista di Los Angeles 2028. La scelta della Maccarani si inserisce in questo scenario ed è perfettamente coerente dal punto di vista russo, né viola alcuna regola sul piano sportivo, pur essendo ancora in corso il sanguinoso conflitto innescato dallo stato di Putin.
Nessun impedimento per la Maccarani ad andare ad allenare in Russia nonostante le sanzioni internazionali
Allargando ulteriormente il discorso oltre l'ambito dello sport, nulla osta alla nomina di Emanuela Maccarani in un ruolo apicale della nazionale russa, se non motivi di opportunità e sensibilità legati esclusivamente alla sfera personale, del proprio intimo sentire. Insomma, il piano di giudizio della vicenda è puramente morale: pur con le sanzioni tuttora in piedi nei confronti della Russia, imposte da Unione Europea, Stati Uniti e Paesi alleati in seguito all'invasione dell'Ucraina nel 2022, non c'è alcun impedimento dal punto di vista legale alla sua decisione di andare a lavorare in Russia.
Le sanzioni dell'Unione Europea riguardano specifici settori economici (energia, difesa, beni di lusso, finanza) e singole persone fisiche o giuridiche inserite in liste nere, ma non vietano ai cittadini italiani o europei di firmare contratti di lavoro privato o sportivo in Russia. Nello specifico, il Governo italiano e il CONI non possono impedire a un cittadino privato di lavorare all'estero.
Tuttavia, chi sceglie di andare a lavorare in Russia – anche nel mondo dello sport – deve considerare diverse implicazioni sul piano pratico e logistico. Poiché molte banche russe sono escluse dal circuito internazionale SWIFT, ricevere lo stipendio o trasferire denaro in Italia può richiedere triangolazioni finanziarie o canali bancari specifici non soggetti a sanzioni. Inoltre, a causa del blocco dei voli diretti tra Russia e UE, i viaggi di lavoro richiedono scali in Paesi terzi come Turchia, Serbia o Emirati Arabi.
Quanto allo stipendio che andrà a percepire Emanuela Maccarani per dare una mano alla Russia a battere l'Italia, le cifre non sono note, non essendo state divulgate ufficialmente. Tuttavia, nell'ambiente della ginnastica ritmica internazionale è noto che i contratti per i direttori tecnici e gli allenatori di vertice in Russia – storicamente sostenuti da fondi statali e da grandi sponsor legati all'oligarchia sportiva – offrono ingaggi molto superiori agli standard europei, spesso corredati da benefit logistici di alto livello, come alloggi dedicati e bonus sui risultati. In Italia, la carica di Direttore Tecnico federale prevedeva compensi standard decisamente inferiori.
Chi è Emanuela Maccarani: 30 anni di trionfi alla guida dell'Italia di ritmica finiti con le brutte accuse di abusi
Emanuela Maccarani è l'allenatrice più vincente della ginnastica ritmica italiana, avendo guidato le "Farfalle" dal 1996 al 2025 e conquistato quattro medaglie olimpiche (Atene 2004, Londra 2012, Tokyo 2020 e Parigi 2024), oltre a numerosi titoli mondiali ed europei. La sua vicenda processuale ha preso avvio tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023 con le denunce di ex atlete per presunti abusi e maltrattamenti psicologici: sul piano della giustizia sportiva, il Tribunale Federale le ha inflitto un'ammonizione a settembre 2023 e successivamente una squalifica di tre mesi (patteggiata) per comportamento antisportivo a giugno 2025.
Sul piano della giustizia ordinaria, lo scorso anno la GUP del Tribunale di Monza ne ha decretato il rinvio a giudizio per maltrattamenti aggravati dalla presenza di minori, disponendo l'inizio del processo (tuttora in corso) per il 10 febbraio 2026. La Maccarani è rimasta ferma da ogni incarico federale e di campo in Italia a partire da marzo 2025, momento della risoluzione anticipata del suo contratto con la Federginnastica dopo quasi 30 anni trascorsi alla guida della nazionale azzurra. "Sono stata usata come capro espiatorio dalla Federginnastica – disse a Fanpage – Per gli uomini ero troppo potente". Adesso una nuova pagina della sua carriera, molto distante dal nostro Paese.