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Cos’è la dartite, l’incubo dei giocatori di freccette: il cervello blocca il lancio, braccio congelato

La dartite è una condizione psicologica e neuromuscolare che può arrivare a distruggere la carriera dei giocatori di freccette: cosa succede tra cervello e braccio all’improvviso.
A cura di Paolo Fiorenza
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La dartite è il peggior incubo dei giocatori di freccette, e non parliamo del gruppo di amici che lanciano per diletto al pub, ma dei migliori professionisti al mondo. Si tratta di un blocco mentale che si manifesta in una difficoltà, improvvisa e involontaria, che impedisce al giocatore di rilasciare la freccetta. Chi ne soffre descrive la sensazione come se il braccio fosse "congelato" o come se ci fosse un corto circuito tra il cervello e la mano. Il giocatore prende la mira, carica il tiro, ma poi esita, non riesce a distendere il braccio o ad aprire le dita, restando fermo – quasi ‘freezato' – per interminabili secondi, che rendono evidente a tutti il problema.

Perché i giocatori di freccette sono colpiti dalla dartite: cos'è questa condizione psicologica e neuromuscolare

Il talento non c'entra niente con tutto questo, il problema ha a che fare con la pressione psicologica e lo stress accumulato, tra desiderio di perfezione e ansia da prestazione. La conseguenza è una risposta neurologica che provoca il congelamento della mano. Si arriva al punto che molti giocatori evitano di parlarne o persino di guardare chi ne soffre, per paura che il solo pensiero possa innescare il blocco anche in loro, in una sorta di contagio psicologico. Più il giocatore cerca di combattere il blocco con la forza di volontà, più peggiora. È un paradosso: l'eccessiva concentrazione su un movimento che dovrebbe essere automatico, vista la ripetitività di migliaia e migliaia di volte, lo rende impossibile.

Non è semplice ansia momentanea o un calo di forma: è un vero blocco motorio che può durare mesi o anni, rovinando prestazioni, carriera e benessere mentale. La dartite colpisce i migliori giocatori: uno dei casi più famosi è quello di Eric Bristow, una leggenda delle freccette che vide la sua carriera deragliare negli anni '80 proprio a causa di questa condizione psicologica e neuromuscolare. Berry van Peer e Mark Webster sono altri casi che hanno quasi distrutto la carriera.

Lo scorso ottobre, poco più di due mesi fa, l'ex semifinalista del campionato mondiale di freccette Scott Williams ha perso contro Ryan Joyce al ‘Players Championship 33'. Williams ha avuto difficoltà a lanciare le freccette per tutta la partita e in seguito ha rivelato di aver sofferto di dartite. "Non appena è uscito e si è diffuso il video, la gente mi ha scritto messaggi trattandolo come se fosse un cancro – ha raccontato – Sto bene, sto bene e supererò tutto".

Anche il finalista dell'ultimo Mondiale, Gian van Veen, ne ha sofferto: "Ho lottato per anni"

Nathan Aspinall combatte contro questa condizione dal 2023 e anche il nuovo talento Beau Greaves ne ha sofferto. Per arrivare a un nome che recentemente è stato in prima pagina, il fresco finalista del Mondiale di freccette (battuto dal fenomeno Luke Littler) Gian van Veen ha condiviso la sua esperienza col problema: "Ho lottato contro la dartite per anni".

Per uscirne, i giocatori provano diverse strade: alcuni cercano di cambiare la presa o addirittura di lanciare con l'altra mano, molti si affidano a psicologi specialisti del settore per resettare il meccanismo mentale del lancio. Nei casi più difficili, si può arrivare ad allontanarsi dalle gare per mesi per cercare di far "dimenticare" al cervello il movimento viziato.

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