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Sei Nazioni di rubgy

Cosa aspettarsi nel Sei Nazioni dall’Italia del rugby, una squadra tosta e rinnovata che darà fastidio

Molti infortuni, diverse novità ma anche un impianto di uomini e gioco che rendono l’Italrugby rispettabile e temibile in questo Sei Nazioni.
A cura di Jvan Sica
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Come accade ogni anno, il Sei Nazioni di rugby riapre un po' le porte a questo sport, soprattutto per chi lo segue senza dare grande attenzione ai club ed è un banco di prova fondamentale per capire se la squadra nazionale, oltre che il movimento intero, dia segnali di crescita o appannamento. In questo senso sarà un Sei Nazioni importante per l'Italia sotto diversi punti di vista e per capirlo bisogna andare a vedere dove eravamo rimasti.

Le avversarie dell'Italia nel Sei Nazioni di rugby: con chi può giocarsela

La prima sfida del Sei Nazioni 2026 per noi è contro la prima squadra affrontata anche lo scorso anno, la Scozia. Un anno fa perdemmo abbastanza male per 31-19 a Murrayfield, mentre questa volta sarà l’Olimpico ad accogliere la sfida. È una partita in cui possiamo dire la nostra, contro un avversario che nell'ultimo anno e mezzo ha battuto l'Australia e senza colpo ferire Samoa e Tonga, giocandosela alla pari con l'Inghilterra (16-15 nell'ultimo Sei Nazioni) e la Nuova Zelanda a novembre. Sarà una sfida tosta per gli Azzurri.

Gonzalo Quesada è il CT dell’Italia di rugby dall’1 gennaio 2024
Gonzalo Quesada è il CT dell’Italia di rugby dall’1 gennaio 2024

Per quello che il rugby ha raccontato in questi ultimi cinque anni invece, la seconda partita in Irlanda è per noi quasi proibitiva. Aggiungiamo quel quasi perché l'Irlanda non è già più la squadra che stava per battere gli All Blacks ai Mondiali del 2023 (prima aveva battuto il Sud Africa, poi campione del mondo), ma è ancora molto distante da noi.

Un'altra partita complicata sarà la terza, in Francia. Anche in questo caso si può parlare di complicato e non impossibile perché la Francia userà il Sei Nazioni anche per rinnovarsi. Tra i 42 convocati dal capo allenatore Fabien Galthié, ben 12 non hanno alcun cap in Nazionale e altri sono con poche presenze negli ultimi anni. Certo se hai Antoine Dupont mediano di mischia, Matthieu Jalibert all'apertura, Thomas Ramos estremo e il Top14 che sforna atleti a getto continuo, diventa appunto molto complicato batterli.

Niccolò Cannone è un punto fermo della nazionale azzurra
Niccolò Cannone è un punto fermo della nazionale azzurra

Si torna poi a casa per affrontare l'Inghilterra. Gli inglesi non sono tipi che si vergognano e hanno messo giù le carte almeno da due anni: vogliono diventare la squadra più forte al mondo e hanno due Sei Nazioni (questo e il prossimo) più il Mondiale 2027 in Australia per dimostrarlo (e vincere). Intanto si sono portati avanti e negli ultimi test match di novembre hanno battuto Argentina, Australia, Figi e Nuova Zelanda. I giocatori ci sono, sono tanti e sono forti. Alcuni nomi d'élite sono quelli del tallonatore Luke Cowan-Dickie, di Ollie Chessum e Maro Itoje in seconda linea, Tom Curry e Ben Earl in terza linea, con un mediano d'apertura come George Ford, che ha già 105 caps con la Nazionale. Questa è la sfida veramente più ardua per noi.

Infine la solita partita che negli ultimi anni decide il cucchiaio di legno, quella contro il Galles a Cardiff. L'anno scorso a Roma abbiamo vinto bene 22-15, questa volta al Millennium Stadium sarà di sicuro più difficile.

Assenze pesanti nell'Italrugby: non solo Capuozzo

Ma quali saranno i nostri azzurri? Come accade per ogni Sei Nazioni c’è prima da fare la conta degli infortuni eccellenti, che per noi sono ancora più eccellenti perché non abbiamo il ricambio che hanno altri Paesi. Non ci saranno Ange Capuozzo e questo è un male in tutti i sensi, soprattutto per lo spettacolo, ma contiamo di riaverlo per il secondo blocco di partite, Tommaso Allan, probabilmente lontano dalla Nazionale in maniera definitiva, Gianmarco Lucchesi, appena rientrato con il Tolone e anche per lui con la possibilità di una convocazione ritardata, Sebastian Negri, operato alla caviglia poche settimane fa e Ross Vintcent, operato alla spalla e difficilmente in campo in questo torneo.

Ange Capuozzo è un’assenza pesantissima per l’Italia
Ange Capuozzo è un’assenza pesantissima per l’Italia

La formazione dell'Italia nel Sei Nazioni: i punti fermi del CT Quesada

Chi c'è però ha ormai partite, esperienza e valore internazionale tale da farci essere una squadra rispettabile. La prima linea è collaudata con Ferrari, Fischetti e Nicotera, tre garanzie. Due giocatori di spessore poi sono Niccolò Cannone e Federico Ruzza in seconda linea, mentre le terze linee, Lorenzo Cannone, Michele Lamaro e Manuel Zuliani, forse promettevano un po' di più ma fanno sempre un lavoro prezioso e costante. È tornato dall'infortunio Varney, mediano di mischia che ben si associa con Garbisi all'apertura. I centri poi la scorsa stagione hanno fatto un piccolo balzo in avanti nel loro valore: Menoncello e Brex sono perfetti per il rugby di oggi. Senza Capuozzo il triangolo allargato è un po' arrangiato ma questo passa il convento.

Come per la Francia inoltre, il nostro CT Gonzalo Quesada vuole che questo Sei Nazioni sia anche un trampolino per i giovani. In rosa in questo momento abbiamo due esordienti assoluti e ben dieci con meno di 10 caps. Siamo una squadra che ha un presente stabile, chiedendo a questo Sei Nazioni di mostrarlo e riaffermarlo, ma anche di prospettiva, e questo torneo dovrà servire anche a far crescere nuovi atleti.

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