Cosa aspettarsi dal 2026 dello sport, e con quali speranze per l’Italia: dipende tutto dal calcio

Riusciremo a tornare ai Mondiali di calcio dopo dodici anni di completa assenza, a cui unire le due edizioni precedenti in cui la nostra presenza è stata flebile e irritante? Il vero snodo cruciale per la Nazionale, il calcio e anche per lo sport italiano si muove intorno a questa domanda, che verrà evasa in un tempo piccolissimo: dal 26 al 31 marzo, date della semifinale e finale playoff. Saltare di nuovo i Mondiali vuol dire parcheggiarci definitivamente in terza fila, la fila delle squadre poco più che medie tendenti al mediocre del calcio contemporaneo, con relative difficoltà poi di ricostruzione dell’intero sistema con budget, interesse e prospettive che si riducono ulteriormente.
Perdere questo treno può essere una mazzata davvero stordente per il movimento calcistico italiano e anche per la nostra storia, che retrocederà almeno di un gradino nella scala valoriale dell'all time. Finiremo per essere come le vecchie squadre danubiane, un tempo ormai lontano dominanti e figlie di un calcio all’avanguardia, per essere considerati poca cosa, inutile anche da guardare (ovviamente nemmeno la serie A sarebbe da guardare).
Il nostro Mondiale si gioca a marzo, se poi ci saremo anche a giugno sarà tutta un’altra storia.
I primi mesi accelerano: ci sono le Olimpiadi di Milano-Cortina
Dopo questa premessa “molto light” sui playoff in vista dei Mondiali di calcio, è giusto dare tutta l’importanza che merita al grande evento internazionale che vede l’Italia già protagonista, le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Qui gli occhi globali saranno prima di tutto per l’organizzazione, le infrastrutture, la gestione complessiva dell’evento, come per tutte le manifestazioni sia chiaro, non buttiamoci giù pensando che tutti guardino verso noi scuotendo la testa perché gli italiani sono pasticcioni. Poi ci sono i campi di gara e ce la giochiamo ovunque nonostante la fortuna si sia distratta e ha quasi del tutto annullato la possibilità di vedere la nostra migliore sciatrice, Federica Brignone, abile per la vittoria (potevano anche essere le vittorie). Segniamoci almeno tre nomi: Sofia Goggia, Tommaso Giacomel e Pietro Sighel, sono solo tre punte di un albero di Natale che potrebbe illuminare lo Stivale in pieno febbraio.

Con gli Australian Open riparte il duello tra Sinner e Alcaraz
A gennaio, con l’Australian Open inizia poi la stagione del tennis internazionale. Il bello dei due campioni che stanno segnando un’epoca, Sinner e Alcaraz, è che nonostante siano di un livello impossibile per gli altri, stanno rivoluzionando tutto per poter continuare a migliorare e superarsi a vicenda. Chi ci riuscirà nel 2026? Questa è la grande domanda che sottende anche un orizzonte a dir poco storico: se uno dei due sale davvero al gradino successivo della scala dopo aver ritoccato qualcosa del proprio gioco e delle proprie strategie, allora il Grand Slam non è poi così lontano per nessuno dei due.
Nei primi giorni del nuovo anno ci saranno gli Europei di pallanuoto, momento per noi importante perché dobbiamo capire a che punto siamo con la Nazionale di Campagna in vista di Los Angeles 2028, così come quasi subito iniziano gli Europei di Pallamano, sport che non ci interessava fino a oggi, ma che invece ha in parte un seguito grazie alla squadra maschile che è riuscita a qualificarsi anche per i Mondiali. Il meglio della pallamano maschile è europea, quindi per noi sarà quasi impossibile fare grandi risultati, ma crescere in questo momento è quello che serve. A febbraio c’è il Sei Nazioni e chissà se riusciremo a fare ancora più paura alle grandi d’Europa.

Primavera "normale" ed estate "mondiale"
Dopo una prima parte dell’anno con tanti eventi interessanti, tra cui un’Olimpiade invernale oltretutto “italiana”, la primavera, al netto dei playoff mondiali in cui ci giochiamo tutto, torna standard, con i tornei di calcio continentali alle loro battute finali, i tornei nazionali che vanno a definirsi e gli altri sport che scivolano fra le diverse Coppe del Mondo.
Tadej Pogacar ha gli ultimi due tabu da sfatare, la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix, tutti a guardare se ce la farà. Giugno verrà fagocitato dai Mondiali di calcio, ma soprattutto noi non dimentichiamoci di Wimbledon.
In piena estate ci saranno gli Europei di nuoto, che si disputeranno a Parigi nell’edizione del Centenario e poco dopo gli Europei di atletica leggera. L’atletica leggera italiana ha un traguardo davanti a sé che può giocarsi, sarà difficile ma tentar non nuoce. Prima di Roma 2024 il record di medaglie ottenute in una sola edizione erano 12 e risalivano a Spalato 1990. Due anni fa a Roma abbiamo fatto il botto, raddoppiando il bottino, 24 medaglie e calando assi che avevamo nella manica.
A Birmingham, dal 3 al 9 agosto, riusciremo a fare ancora meglio? Siamo al limite del possibile ma con la nidiata giovanile messa in mostra in questi ultimi anni possiamo giocarcela. A fine agosto poi ospiteremo anche i Giochi del Mediterraneo, a Taranto, e più di un’occhiata di interesse bisogna dare ai Mondiali di canottaggio.

Autunno "tiepido" ma attenzione al volley maschile
All’inizio di settembre potremmo andare con la Nazionale di coach Capobianco ai Mondiali di basket femminile e alla fine capire se Pogacar vincerà di nuovo i Mondiali di ciclismo che si disputeranno a Montreal, in Canada. Sempre in ottica due ruote, a metà ottobre ci saranno i Mondiali su pista in Cina e noi dobbiamo pesare sia le vecchie glorie, Ganna & C., ma soprattutto i nuovi assi, specialmente nel settore velocità che sta dando segni di rinascita in vista di LA 2028. Negli stessi giorni ci saranno anche i Mondiali di Ginnastica artistica, in cui schiereremo una squadra già molto competitiva con l’aggiunta di atlete e atleti giovani e di grande prospettiva e infine il nostro sport, la pallavolo. Ci saranno gli Europei, prima quello delle donne, tra fine agosto e inizio settembre, in cui arriviamo con la squadra campione olimpica e mondiale in carica. Se conosciamo anche solo un po’ Julio Velasco pensiamo che voglia chiudere il trittico con la vittoria continentale.
Dal 10 settembre, per la precisione con Italia-Svezia in Piazza del Plebiscito a Napoli iniziano poi gli Europei maschili che si alterneranno poi tra la Bulgaria e l’Italia, durante i quali siamo abbastanza certi che l’intera nazione si appassionerà ancora di più allo sport che ci sta facendo grandi nel mondo.