Il calcio in Cina è ancora lontano da potersi considerare fuori pericolo coronavirus. Il problema principale, mentre la situazione sanitaria migliora all'interno del Paese, è dettata dalla situazione drammatica all'estero.  Il ministero degli Esteri ha annunciato che i visti di ingresso rilasciati agli stranieri sarebbero stati sospesi a partire da mezzanotte di venerdì 27 marzo, nel tentativo di rallentare la diffusione del virus attraverso casi importati.

Il rischio, infatti, sarebbe una epidemia di ‘ritorno' così, la Cina ha deciso di sospendere temporaneamente l'ingresso di stranieri (ovviamente giocatori compresi) con visti e permessi di soggiorno attualmente validi in Cina. Si tratta di una misura provvisoria ma che rallenta ovviamente ogni attività di ripresa, calcio compreso. Dunque, c'è ancora attesa perché la nuova stagione del campionato cinese, che inizia tradizionalmente il 22 febbraio. Tutto lascia pensare che possa riprendere agli inizi di maggio ma nulla è certo. In Cina si sta vivendo il dopo coronavirus, con le attività che piano piano stanno riprendendo. C'era speranza che ripartisse anche la stagione regolare del calcio nazionale ma le misure restrittive verso l'esterno stanno frenando ancora una volta l'inizio del calcio.

Tutti gli stranieri che non sono a disposizione

Sono tantissimi i giocatori stranieri attualmente lontani dalla Cina e impossibilitati a rientrare: i due brasiliani Paulino e Anderson Talisca, dello Guangzhou Evergrande; Renato Augusto, Jonathan Viera e Cedric Bakambu dello Beijing Guaon; l'israeliano Eran Zahavi e il serbo Dusko Tosic della R&S di Guangzhou, mentre l'ex Manchester Marouane Fellaini è attualmente nel bel mezzo di 14 giorni di quarantena. Allenatori stranieri come Fabio Cannavaro dello Guangzhou Evergrande e Vitor Pereira dello Shanghai SIPG sono già in quarantena e dovrebbero essere pronti a iniziare a lavorare direttamente con i loro giocatori nei prossimi giorni.