Marco D’Amore: “Gomorra – Le Origini è la storia di chi lotta per uscire dalla povertà, non per il potere”

Marco D’Amore racconta a Fanpage.it la sua scelta di essere il regista di Gomorra – Le origini: “L’aspetto che più di tutti mi ha convinto a girare questa storia è che qui c’è un mondo di esseri umani che cercano il riscatto dall’indigenza, dalla povertà e soprattutto non lotta per il potere ma per la sopravvivenza”.
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Marco D'Amore aveva dubbi. Tanti dubbi. Per più di un anno aveva sentito "vocine", piccoli echi, corteggiamenti a distanza da parte delle produzioni Sky e Cattleya. Tornare a Gomorra sì o no? "Sentivo di non avere più nulla da dire", confessa a Fanpage.it. Poi il blitz. "Sono andato in Cattleya per parlare di un film, mi si è chiusa la porta alle spalle e c'erano i produttori, gli sceneggiatori e il pilot di Gomorra – Le Origini. Mi hanno detto: leggi e poi ci dici". Ha sentito "il profumo di qualcosa di buono". Il film che doveva fare non si è più fatto. È iniziata questa avventura.

Il risultato è Gomorra – Le Origini, sei episodi in onda dal 9 gennaio su Sky e NOW che raccontano la Napoli del 1977, quando un quindicenne di nome Pietro Savastano sognava di diventare qualcuno senza sapere che quel sogno avrebbe avuto il sapore del sangue. D'Amore dirige i primi quattro episodi, supervisiona artisticamente tutta la serie, co-scrive le sceneggiature. E compie un'operazione che va oltre il prequel.

Il lavoro sul dialetto

La prima cosa che colpisce è il dialetto. Non quello di Gomorra – La Serie, già così denso e reale. Questo è diverso. "Uno dei principi di Gomorra era il linguaggio. Già allora c'era stato uno studio molto forte, ma oggi – lo dico con malinconia – il napoletano non è più una lingua, è uno slang. Ha perso quell'aria aperta di lingua ed è diventato qualcos'altro".

Luca Lubrano è il giovane Pietro (ph: Ghidelli)
Luca Lubrano è il giovane Pietro (ph: Ghidelli)

Facendo un passo indietro di quarant'anni, D'Amore e gli sceneggiatori Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli hanno recuperato una lingua "molto più ariosa, molto più aperta". "Ho fatto tutta una lista di recupero di modi di dire che vengono da mia nonna, dalle mie zie. Modi di dire che hanno a che fare con una lingua che si sta perdendo".

La dedica a James Senese: "Doveva godersi l'applauso del pubblico"

Gomorra – Le Origini si apre e si chiude con la musica. Il finale è con Ll'America, una delle ultime grandi canzoni di James Senese a cui poi tutta la serie è dedicata.

Il mio desiderio era che James fosse seduto con me a Napoli a godersi l'applauso del pubblico. Perché lui è stato, secondo me, uno dei rappresentanti più alti della cultura napoletana di quel tempo, riuscendo poi a stare al passo con i cambiamenti e diventando moderno. Non poteva mancare.

Un'altra grande differenza: in Gomorra – Le Origini si spara meno. Molto meno. Perché negli anni '70 c'era ancora un codice d'onore all'apparenza granitico. Perché si sparava per sopravvivenza, non per ambizione. "Laddove per Gomorra – La Serie la violenza era il linguaggio prediletto attraverso cui ottenere le cose, in Gomorra – Le Origini è l'estrema ratio", spiega D'Amore. "Si arriva all'atto violento quando proprio non c'è scampo, quando quello significa sopravvivere e quindi salvare se stessi".

Francesco Pellegrino è Angelo ’a Sirena (ph: Ghidelli). 
Francesco Pellegrino è Angelo ’a Sirena (ph: Ghidelli). 

Perché Marco D'Amore si è convinto a girare Gomorra – Le origini

Nel corso dell'intervista, Marco D'Amore ci racconta quanto l'idea alla base di un personaggio come quello di Angelo ‘a Sirena, mentore del giovane Pietro interpretato da Francesco Pellegrino, sia stato fondamentale per convincerlo a girare Gomorra – Le origini: "Il personaggio di Angelo non parla di affermazione personale, ma di rivendicazione. Questo è un aspetto fondamentale ed è l'aspetto che più di tutti mi ha convinto a girare questa storia. Con Gomorra – La serie noi abbiamo stretto l'obiettivo intorno a un nugolo di uomini il cui obiettivo era il potere. Quando Ciro parla dice: "Voglio arrivare in cima". Invece, qui c'è un mondo di esseri umani che cercano di affrancarsi da indigenza, povertà e soprattutto non lotta per il potere ma per la sopravvivenza, che è diverso". 

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