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“Ti ricordi quell’estate a Fregene?”: la battuta di Simpatici e Antipatici censurata in tv fa discutere

Il film di Christian De Sica “Simpatici e Antipatici” viene mandato in onda con la censura delle battute più scomode. Si riapre il dibattito sul politicamente corretto e il produttore Valsecchi promette: “Possiamo proporre a Mediaset la versione integrale”.
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Simpatici & Antipatici si è ripreso la scena del dibattito pubblico italiano a ventotto anni di distanza. Purtroppo, però, è una scena un po' polemica e che riapre la ferita del politicamente corretto. Il cult di Christian De Sica è tornato in televisione in una versione al semolino, privata delle sue battute più scorrette che ne hanno fatto la fortuna, tra tutte quella del personaggio desichiano che incontra 25 anni dopo un amore estivo fuori scuola, mentre entrambi accompagnano ormai i figli: "Eri tenerissimo" dice lei, "Te ricordi er bucio de cu*o che t'ho fatto?" replica lui.

Il primo ad accorgersi del taglio brutale, in un passaggio televisivo su Cine34, è stato Massimo Falcioni. Su X, ha mostrato in un video che la battuta semplicemente non c'era più, togliendo quindi mordente e significato alla scena stessa. A due settimane di distanza da quella segnalazione, a parlare è stato direttamente Pietro Valsecchi, produttore del film.

"Mi fa piacere che si parli ancora di un film che ha 28 anni e che resta uno schiaffo alla società", racconta al Corriere della Sera. "La nostra non era censura: pensando al dvd e alla tv che avrebbe potuto trasmetterlo a ogni ora, abbiamo tolto le battute più volgari. I tagli erano stati fatti in accordo con il regista ma possiamo proporre a Mediaset anche la versione integrale". 

Le parole di Christian De Sica a Fanpage.it

Christian De Sica parlò del film in una lunga intervista a Fanpage.it, pubblicata nel 2023. In quella circostanza riconobbe la grande difficoltà nel fare in modo che si parlasse del film perché, purtroppo, c'era un personaggio che somigliava troppo a un politico dell'epoca: "È stato un film che è stato veramente fregato perché uno dei protagonisti, che era il povero Funari, assomigliava a un politico. Dopo una settimana mi ritirarono il film dai cinema. Poi però è diventato un cult movie. Un affresco sulla borghesia di quegli anni". Che, dal 1998 ad oggi, ancora fa parlare di sé.

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