Tardelli se la prende con Cannavaro e le “Legends” per il comunicato pro Infantino: “Parole non sue”

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Marco Tardelli attacca a Il Sabato al 90° le leggende schierate con Infantino: “Cannavaro ha accettato un comunicato non suo”. E definisce truccato il Mondiale 2026 vinto dalla Spagna.

Marco Tardelli non ha scelto la via diplomatica. Ospite di Il Sabato al 90° su Rai 2, il campione del mondo 1982 ha preso di petto i colleghi che nelle ultime ore hanno firmato le lettere di sostegno a Gianni Infantino, il presidente della Fifa rimasto senza l'appoggio della Figc in vista delle elezioni di marzo 2027. Il bersaglio principale porta un nome pesante per il calcio italiano: Fabio Cannavaro.

Il comunicato "fatto non da lui"

"Parlo di Cannavaro che è stato capitano della nostra Nazionale e ha accettato un comunicato fatto non da lui, come gli altri". L'affondo di Tardelli non colpisce tanto il merito del giudizio su Infantino, quanto il metodo: secondo l'opinionista Rai i testi diffusi sui social dalle legends sarebbero stati confezionati altrove e poi sottoscritti. Un rilievo che, se fondato, ridurrebbe quelle firme a un passaggio di facciata.

Il seguito è ancora più duro. "E ritengo assolutamente ingiusto per noi ma anche per i ragazzi che hanno visto un Mondiale bruttissimo, truccato, come non è stato truccato?". La formula va registrata per quello che è, cioè un giudizio personale espresso in diretta televisiva: nessun organo sportivo o giudiziario ha mai contestato alla Fifa un'alterazione del torneo nordamericano, e le raccolte firme esplose dopo la finale non hanno prodotto alcun effetto sull'omologazione dei risultati.

Il capitolo argentino e l'ombra di Maradona

"Quando vedi partite come l'Argentina che menava i giocatori…", prosegue Tardelli, richiamando il filone che ha accompagnato l'intera Coppa del Mondo 2026. L'Albiceleste, arrivata in finale e poi battuta 1-0 dalla Spagna con il gol di Ferran Torres ai supplementari, è finita al centro di contestazioni arbitrali quasi in ogni turno: dall'espulsione di Breel Embolo contro la Svizzera dopo la revisione al VAR fino agli ottavi con l'Egitto, con petizioni online da milioni di firme e il soprannome VARgentina diventato virale sui social.

Poi il passaggio che chiama in causa il mondo italiano dentro la Fifa: "Non solo Infantino, hanno accettato anche altri personaggi italiani che erano al Mondiale, hanno accettato le decisioni di Infantino. Quello che stupisce di più è la solidarietà di queste legends e di alcuni giocatori argentini". Tardelli non pronuncia nomi, ma tra i firmatari argentini della lettera figurano Javier Zanetti, Esteban Cambiasso e Javier Pastore. E chiude con l'immagine più evocativa della serata: "Se fosse vivo Maradona sarebbe successo di tutto in Argentina".

Chi ha firmato per Infantino e chi si è sfilato

La sequenza è cominciata nella notte tra il 26 e il 27 agosto, quando Zanetti, Cambiasso e Pastore hanno pubblicato tre versioni quasi identiche dello stesso testo, dedicato al ruolo riconosciuto ai calciatori dalla Fifa nell'ultimo decennio. Poche ore dopo è arrivato il messaggio di Cannavaro, oggi commissario tecnico dell'Uzbekistan: "Negli ultimi dieci anni il calcio mondiale è migliorato. Negli ultimi dieci anni Gianni Infantino, alla presidenza della Fifa, ha fatto un grande lavoro". E ancora: "Non riconoscerlo sarebbe intellettualmente scorretto, oltre che una forzatura imposta". Il post è stato rilanciato da Francesco Totti e seguito dalle firme di Marco Materazzi, Christian Vieri, Kaká, Cafu, Roberto Carlos, Pepe e Iván Ramiro Córdoba.

Non tutte le posizioni sono neutre. Zanetti siede dal 2025 nella vicepresidenza del Comitato per la Responsabilità Sociale della Fifa, con mandato fino al 2029, mentre Cambiasso fa parte del Gruppo di Studio Tecnico dell'organizzazione. Sul fronte opposto si è mosso un altro gruppo di ex campioni, da Juan Sebastián Verón a Robert Pires, da Emmanuel Petit a Bixente Lizarazu fino a Didier Drogba, che nei giorni precedenti aveva chiesto un cambio alla guida del calcio mondiale.

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