Su Rai1 il prezzo della benzina scende in diretta: il calmiere carburanti diventa uno show
Stamattina, lunedì 28 settembre, su Rai1 è andato in onda un siparietto legato a doppio filo con l'attualità più stringente. A 1Mattina News, con Tiberio Timperi e Maria Soave in studio, la regia ha aperto una finestra su un distributore Enilive per mostrare ai telespettatori, in tempo reale, l'entrata in vigore del tetto ai prezzi dei carburanti.
Dalle 8 di oggi, infatti, sulla rete Eni la benzina non può superare 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19 euro. La misura durerà trenta giorni, con la possibilità di arrivare fino a fine anno. Sulla sua scia si è mossa anche IP, che però non ha fissato una soglia unica e applicherà il calmiere in modo progressivo.
Il conto alla rovescia sotto la pensilina
In collegamento c'è l'inviato Alessandro Banchero, sotto la pensilina di un impianto a Milano, con il grattacielo della Regione Lombardia alle spalle. La telecamera stringe sul totem dei prezzi. Il diesel segna 2,400. Poi il display si spegne e le cifre ricompaiono abbassate: 2,190. Poi succede lo stesso per la benzina. Sembra il conto alla rovescia di Capodanno, ma in realtà è il calmiere al caro carburanti.
Raccontarlo è legittimo, il problema è la cornice
Sia chiaro: la notizia c'è, riguarda milioni di persone, e un programma di informazione del mattino fa bene a darla. Spiegare cosa cambia alla pompa, quanto si risparmia su un pieno, dove si applica lo sconto è servizio pubblico nel senso più pieno del termine. Il punto è un altro. Una cosa è spiegare una misura, un'altra è metterla in scena come un evento da celebrare.
E la misura in questione non è un fenomeno atmosferico. Eni è una società a controllo pubblico, e il governo ha salutato la sua decisione con una nota di ringraziamento in cui la definisce un lodevole atto di attenzione verso il Paese. IP, da parte sua, si è allineata dopo aver raccolto l'invito dell'esecutivo. Quando la rete ammiraglia del servizio pubblico mostra in diretta il numero che scende, cifra dopo cifra, il racconto smette di essere neutro, anche senza che nessuno lo voglia. Diventa uno spot involontario.
Da Balivo al distributore, lo stesso schema
Il meccanismo non è nuovo. Pochi giorni fa Caterina Balivo, a La Volta Buona, era passata dalle anticipazioni su Sanremo all'entusiasmo per l'abolizione del bollo auto voluta dal governo. Andrea Parrella, su Fanpage.it, ha spiegato perché episodi del genere pesano più di quanto sembri: la televisione che fa compagnia è la stessa che costruisce il consenso, e lo fa con maggiore efficacia proprio quando lo spettatore è distratto, a testa bassa, lontano dalla trincea dei talk di prima serata.
La fascia del mattino è esattamente quel territorio. Il caffè sul fuoco, la colazione, i figli da portare a scuola, la tv accesa in sottofondo. Non c'è bisogno di un editoriale per orientare lo sguardo: basta un display che cambia colore e numero. Nessuno qui accusa Banchero, o la Rai di propaganda. L'inviato fa il suo mestiere, e la scelta della cornice spetta alla redazione e alla regia. Ma la clip, rilanciata anche sui social, fa il suo effetto.
La domanda da farsi non è se fosse giusto dare la notizia. Lo era. La domanda è perché la notizia avesse bisogno di un conto alla rovescia. Su un canale commerciale sarebbe stato un siparietto un po' goffo, da archiviare tra le curiosità del mattino. Su Rai1, con una misura adottata da una società pubblica e applaudita dal governo, diventa un'altra cosa. Tra trenta giorni il calmiere potrebbe essere prorogato o scadere. Sarà interessante vedere se, in quel caso, qualcuno tornerà sotto la stessa pensilina a mostrare in diretta le cifre che risalgono.