
C'è una malinconia particolare nel vedere Paperissima Sprint abbandonare l'access prime time di Canale 5 per rifugiarsi nel primo pomeriggio di Italia 1, relegato nella fascia che un tempo apparteneva ai Simpson. Dal 14 luglio 2025, le papere del Gabibbo sono in onda alle 13:50 dopo Sport Mediaset, lasciando il posto nobile delle 20:35 alla nuova edizione de La Ruota della Fortuna con Gerry Scotti.
Non è solo un cambio di palinsesto. È la fine simbolica di un'epoca in cui l'estate italiana aveva rituali televisivi precisi, scanditi da quello "Splash del Gabibbo" che dal 1995 accompagnava l'aperitivo di milioni di famiglie. Quella sigla "Fritto Misto", in onda dal 1997, rappresentava le serate estive, il ponte emotivo tra il giorno in spiaggia e l'ora della cena
Il dilemma di un conservatore
Pier Silvio Berlusconi ha definito questa fase come "il primo passo di un graduale ma profondo progetto di evoluzione". La parola chiave è "sperimentazione". Dietro questa strategia si nasconde una verità scomoda che tutta la televisione generalista sta affrontando: il pubblico tradizionale invecchia, i giovani migrano verso altre piattaforme, e l'appuntamento che ci faceva sintonizzare tutti alla stessa ora sta diventando, anzi: lo è già, un concetto del passato. Eppure questo spostamento rappresenta alla perfezione il dilemma del conservatore. Ve lo spiego semplice: un uomo entra in negozio di camicie, fa notare di aver acquistato una bellissima camicia azzurra l'anno scorso e, quando il negoziante gli chiede se ne vuole una di un altro colore, risponde di volerla esattamente uguale. Il conservatore è questo.
La ruota della fortuna è "sperimentazione"?
Ma in televisione, la nostalgia può diventare un lusso che non tutti possono permettersi. Paperissima Sprint, però, continuava a registrare ascolti solidi, con picchi del 20% di share e una media del 16,6%, numeri che in altre circostanze sarebbero considerati un successo da difendere a tutti i costi. Si parla di "sperimentazione", eppure non si direbbe che il ritorno de La ruota della fortuna con Gerry Scotti sia esattamente uno slancio verso il futuro. Saremo senza quella sigla, quel momento di fine serata, quella sensazione di tranquillità domestica che Paperissima Sprint sapeva regalare rappresentavano molto più di un semplice programma televisivo.
Forse è giusto così. Forse il conservatore deve accettare che non sempre si può avere la stessa camicia azzurra, e che a volte il cambiamento è l'unico modo per sopravvivere. Ma è lecito provare un po' di malinconia per quel "Splash" che non accompagnerà più le nostre serate estive, relegato ora a un pomeriggio che sa di merenda e compiti delle vacanze. La televisione evolve, i pubblici cambiano, le strategie si adattano. Ma le emozioni, quelle restano, ancorate a una sigla, a un orario, a un ricordo che nessuna rivoluzione di palinsesto potrà mai cancellare completamente. Splash!
