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Roccella parla per la prima volta in tv del marito Cavallari: l’intervista a Storie al bivio registrata prima della tragedia

Eugenia Roccella apre “Storie al bivio di sera” con un’intervista esclusiva a Monica Setta, registrata prima della scomparsa del marito Luigi Cavallari. L’intervista va in onda integrale per “volere della ministra”, fa sapere Rai2.
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Ad aprire la nuova puntata di Storie al bivio di sera, in onda martedì 7 luglio alle 21.30 su Rai2, sarà un'intervista esclusiva alla ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella. Il colloquio con Monica Setta era stato registrato prima del 27 giugno, giorno in cui il marito della ministra, Luigi Cavallari, è scomparso nelle acque del lago di Vico durante una gita in barca. Le operazioni di ricerca, coordinate dalla Prefettura di Viterbo con il supporto di sommozzatori e mezzi tecnologici specializzati, proseguono da allora senza esito.

Il contenuto della puntata era stato pensato come racconto intimo di una storia lunga cinquant'anni, non come cronaca di un dramma familiare. La Rai fa sapere che la scelta di mandare comunque in onda l'intervista, in forma integrale, sia arrivata su esplicita richiesta della ministra.

Nel dialogo con Monica Setta, Roccella ripercorre l'origine del suo legame con Cavallari, architetto conosciuto quando lei non aveva ancora vent'anni. A presentarli fu il padre della ministra, Franco Roccella, tra i fondatori del Partito Radicale. Da quell'incontro nacque un rapporto che ha attraversato decenni di vita pubblica e privata, culminato nel traguardo delle nozze d'oro festeggiate da poco. "È l'amore della mia vita", ha detto la ministra parlando del marito, in una delle poche dichiarazioni pubbliche in cui si è lasciata andare a un ritratto così personale del legame che li univa.

Le ricerche continuano al lago di Vico

Da quel pomeriggio del 27 giugno, quando Cavallari si tuffò dall'imbarcazione senza più riemergere, le squadre di soccorso non hanno interrotto le operazioni. Il fondale del lago, con la sua scarsa visibilità e le temperature che scendono rapidamente in profondità, ha reso finora vane le ricerche condotte con sommozzatori, rover subacquei e sistemi sonar. Resta l'ipotesi di un malessere improvviso, forse legato allo sbalzo termico tra il caldo di quei giorni e l'acqua fredda del lago, anche se una ricostruzione definitiva della dinamica non è ancora stata resa nota dagli inquirenti.

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