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Otto e mezzo, effetto Vannacci sugli ascolti: Lilli Gruber arriva al 10%

Il debutto di Roberto Vannacci a Otto e mezzo spinge gli ascolti: Lilli Gruber sfiora il 10% di share e migliora la media per il talk di La7.
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Quanto vale Roberto Vannacci alle urne? Se, per assurdo, dovessimo guardare gli ascolti di ieri sera a Otto e mezzo diremmo 9.9%, praticamente 10%. Ma i punti di share non sono quelli dei sondaggi politici anche se Futuro Nazionale viene ormai considerato in enorme ascesa, con la Lega e persino Forza Italia ora nel mirino del Generalissimo. 

Ma Otto e mezzo ha fatto il pieno eccome grazie alla grande attesa per la prima volta di Roberto Vannacci nello studio di Lilli Gruber. Otto e mezzo, che naviga ormai stabilmente tra il 9 e il 9.3, ieri sera ha sfiorato per uno 0.1 la doppia cifra. La puntata è superiore alla media stagionale, ma non è tra le più viste. Ma l'effetto Vannacci c'è stato. A livello mediatico, ça va sans dire.

Le frecciate a Meloni, Salvini e Marina Berlusconi

La prima domanda di Lilli Gruber è andata dritta al punto e ha chiarito immediatamente quella che era la dimensione dell'evento: "Generale, lei come si definisce?". E la risposta di Vannacci fissa il perimetro: "Non mi definisco di estrema destra, ma di destra autentica. Che non rinnega nulla della propria identità". Tra gli highlights anche le frecciate al Governo Meloni ("Ha perso la trebisonda, e io sono il sestante"), a Salvini ("Deve chiedere lui scusa a me per avermi usato per prendere 560mila voti per la Lega") e a Marina Berlusconi ("A che titolo parla? Di finanziatrice di Forza Italia? Allora stiamo dicendo che è un partito eterodiretto dalla finanza e dall'editoria").

Il rapporto con l'omosessualità

Un'altra tra le domande più rilanciate sui social network è quella sull'omosessualità. Quando Gruber afferma che "la famiglia naturale non esiste più", la risposta è secca: "A casa mia esiste. Non assolutizziamo il concetto". E comincia così il botta e risposta più duro e teso della serata. "Lei è ossessionato con gli omosessuali. E se lei scoprisse di essere omosessuale?", attacca la conduttrice.

Un momento che, a chi scrive, ha suggerito una scena clou di un film per palati fini, Mater Natura di Massimo Andrei, sulla definizione di "criptochecca" con gli attori Francesco Procopio, nel ruolo di un nevrotico frequentatore di trans, e Gino Curcione, travestito che offre supporto psicologico: "Tu lo sei all'interno, ma fuori non si vede niente". 

Francesco Procopio e Gino Curcione nel film Mater Natura (2005) sulla definizione di "criptochecca".
Francesco Procopio e Gino Curcione nel film Mater Natura (2005) sulla definizione di "criptochecca".

La risposta di Vannacci, invece, non lascia spazio a sottotesti, anzi fa discutere: "Se io fossi gay? Non accamperei nessun diritto. Perché non ce n'è bisogno. Possono guidare, possono andare a scuola, possono fare quello che vogliono, ma non avere una famiglia". Il cinema di Andrei giocava sull'ironia di ciò che da fuori non si vede; ieri sera, nello studio di Otto e mezzo, era tutto in piena vista. E gli ascolti, quel 9.9% a un soffio dalla doppia cifra, dicono che il pubblico non aspettava altro.

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