Michelle Comi diffida Le Iene, ma il servizio va in onda lo stesso: “Così creava casi finti per fare hype”

Michelle Comi è finita nel mirino de Le Iene. Nella puntata di mercoledì 22 aprile, l'inviato Gaston Zama ha ricostruito la strategia comunicativa della creator, rivelando come dietro molte delle sue uscite controverse ci sarebbe un piano studiato a tavolino per generare interazioni. Nonostante una diffida legale inviata dal suo entourage per bloccare il servizio, il programma di Italia 1 ha mostrato ogni passaggio della "trappola" tesa all'influencer, che durante l'intervista ha ammesso in parte le sue colpe.
Il caso dell'auto vandalizzata
Uno dei momenti più discussi riguarda il presunto attacco subito dalla torinese a fine 2024, dopo alcune sue frasi sprezzanti sui meridionali ("Non sono troppo civilizzati", aveva detto). All'epoca, l'influencer si era mostrata sui social spaventata, con l'auto imbrattata di scritte sessiste e coperta di parmigiana. Gaston Zama ha però smascherato la messinscena facendo ascoltare l'audio di un membro dello staff della creator: "Io volevo dare fuoco all’auto, però mi hanno detto che rischiavo con la Polizia. Voleva bruciarla a Napoli. Lei doveva andare a Napoli dicendo di voler chiarire con i meridionali e poi trovare l’auto spaccata. Poi di fretta ho fatto questa cosa con la parmigiana". Messa alle strette, Comi è crollata: "Sì, lo sapevo, non ero d’accordo, l’ho fatto comunque, ma ho lasciato scivolare la cosa. Non mi piace fare le cose finte. Mi dispiace di aver fatto questa cosa e me ne assumo le responsabilità".

Il giallo dell'adozione a distanza
Il servizio ha poi affrontato il tema della presunta adozione a distanza di un bambino senegalese, Momo, di cui l'influencer aveva parlato in diversi podcast. Michelle Comi ha assicurato davanti alle telecamere di provvedere a ogni bisogno del piccolo: "Se tutti i mesi gli passo qualcosa? Certo, gli pago la scuola, gli pago il cibo e tutto il resto. Pago un mio amico che è andato in Senegal a portargli tutto", le parole. Tuttavia, la Iena ha rintracciato il referente in Africa, che ha fornito una versione diversa: "Mi ha dato i soldi solo una volta e io li ho portati in Africa. Quanto? Circa 200 o 300 euro". Una cifra ben lontana dal mantenimento costante dichiarato dalla ragazza. A rendere il quadro ancora più amaro, un altro audio dello staff: "Lei è un po’ razzista. Farebbe di tutto per un po’ di hype, è una morta di fama".
La diffida a Le Iene per bloccare il servizio
Dopo la registrazione dell'intervista, Michelle Comi ha tentato la via legale. Gaston Zama ha rivelato che è arrivata una diffida firmata per impedire la visione del servizio, seguita però da una mail di ringraziamento "per averle aperto gli occhi". L'ascesa mediatica di Comi, dalle raccolte fondi per la chirurgia estetica fino alle provocazioni sui bisognosi e sui meridionali, sembra dunque essere arrivata a un punto di rottura. Il servizio si chiude con una riflessione amara sul ruolo del pubblico: se questi personaggi raggiungono i salotti televisivi, è spesso grazie a chi, indignandosi, continua a regalare loro visualizzazioni e interazioni.