Lite in diretta a Filorosso tra Negri e Capezzone: ‘Vecchio comunista’, ‘E tu un rincoglionito’
Quello che sta succedendo a Ceuta continua a tenere banco nei blocchi dei talk show. Ieri sera a Filorosso, il programma condotto da Antonino Monteleone e Adele Grossi, sono venuti alle parole grosse il giornalista del Manifesto Alberto Negri e il direttore del Tempo Daniele Capezzone.
Negri raccontava di come Ceuta fosse soprattutto una questione geopolitica: "L'Europa qualche domanda al Marocco la dovrebbe fare". A quel punto, Daniele Capezzone sale in cattedra: "Stai a vedere che è colpa di Trump e di Israele".
I toni si scaldano e l'atmosfera in studio aumenta: "Senti smettila di dire stupidaggini, chi l'ha detto questo?", ma Capezzone rincara: "Hai un'ossessione, Israele non c'entra niente!".
Dal confronto politico agli insulti personali
È qui che il dibattito perde ogni argine. Monteleone e Grossi fanno fatica a tenere i due. Negri ribatte: "Sei uno sciocco manipolatore". Ed è a questo punto che si trascende verso gli insulti, perché il direttore del Tempo ribadisce: "Negri hai trovato una serataccia perché hai trovato qualcuno che ti risponde". E poi ancora: "Sei un giornalista da cinquant'anni, sei un vecchio comunista anti-israeliano".
"E tu sei un rincoglionito!", grida Negri mentre Monteleone cerca di mediare e Capezzone pretende scuse e chiarimenti: "Le mie sono critiche politiche, i suoi sono insulti". Il conduttore prova a far rientrare soprattutto Capezzone: "Vi state beccando a vicenda, per piacere andiamo avanti sulla discussione". "Ma quale discussione? Ma io vengo qui a farmi dare del rincoglionito da un vecchio arnese anti-israeliano?". Monteleone: "C'è un punto, Alberto, non vi potete insultare". "Non vi potete", ribatte ancora Capezzone, "non può insultare!".
Gli ascolti premiano la puntata più tesa dell'estate
Al netto della rissa verbale, la tensione tra Negri e Capezzone ha comunque fruttato risultati interessanti in termini di ascolti: la puntata di Filorosso ha totalizzato 447.000 spettatori e il 4,5% di share, in crescita rispetto alla settimana precedente. Un dato che conferma come, anche in piena estate e con il pubblico ridotto, gli scontri accesi tra opinionisti restino uno degli elementi più capaci di trattenere l'attenzione davanti allo schermo.