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La festa di Domenico mostrata da Nuzzi non è sciacallaggio, smettetela di dire a Patrizia come ricordare suo figlio

Mostrare il compleanno di Domenico in tv a Dentro la notizia non è sciacallaggio: asseconda il desiderio di mamma Patrizia di tenere vivo il ricordo. Non è stato Gianluigi Nuzzi a mancare di rispetto, ma chi pretende di insegnare a una madre in che modo ricordare suo figlio.
A cura di Stefania Rocco
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Sui social è bastato poco perché partisse la consueta corsa all’indignazione quotidiana condivisa. “Sciacalli”, è l’accusa, “questa è pornografia del dolore”. Nel mirino del call-out quotidiano è finito Gianluigi Nuzzi, “colpevole” di aver mostrato a Dentro la notizia le immagini del compleanno di Domenico, il bambino di due anni morto a Napoli a causa di un trapianto di cuore durante il quale una concatenazione di eventi – le cui responsabilità sono ancora in corso di accertamento – ne ha provocato la morte.

Un video della durata totale di un minuto, inserito all’interno di un servizio assai più ampio, è bastato a fornire alla platea il colpevole del giorno: Nuzzi, appunto. Che avrebbe approfittato del dolore della famiglia dello sfortunato bambino campano per pompare gli ascolti della sua trasmissione. La polemica è servita, il colpevole consegnato alla polizia dei social. Non uno, però, che abbia guardato i fatti. Fatti che sono incontrovertibili: quelle immagini non sono state mostrate a tradimento, né schiaffate quasi casualmente all’interno di un servizio di ricostruzione del caso (qui il servizio intero). Sono state trasmesse mentre in collegamento c’era la madre, Patrizia, che le guardava sorridendo commossa. Mamma Patrizia che osservava il suo bambino in uno dei momenti più felici della sua brevissima vita e, così facendo, permetteva anche al pubblico della trasmissione pomeridiana di Canale5 di condividere quel ricordo. Quelle stesse persone alle quali, a pochi giorni dalla morte del suo Domenico, Patrizia aveva chiesto di ricordarlo.

Chi contesta Nuzzi per la scelta di raccontare Domenico sotto il profilo umano, di fare in modo che non resti solo un nome scritto distrattamente nel titolo di un articolo di cronaca, dimentica che era stata Patrizia a chiedere che suo figlio diventasse il figlio di tutti, che fosse ricordato, che l’attenzione restasse alta abbastanza a lungo da garantire che la giustizia potesse fare il suo corso. Mostrare le immagini di un compleanno non aggiunge nuove informazioni sul caso dal punto di vista giornalistico, è vero, ma non può essere solo quello l’obiettivo di chi costruisce l’informazione. In questo caso, l’obiettivo era restituire la dimensione umana schiacciata da una tragedia immane, affinché Domenico non resti solo un nome in un trafiletto di cronaca.

Chi invoca la deontologia e immagina chissà quale violazione, come al solito, semplifica troppo (e spesso semplificare è proprio l’obiettivo della polemica). Le immagini di Domenico mostrate in diretta su Canale5 – di fronte a Patrizia e all’avvocato della famiglia, non a un gruppo di estranei – non erano degradanti né invasive e non raccontavano i dettagli cruenti della tragedia. Sono state trasmesse nel contesto di un racconto condiviso con chi quella vicenda l’ha vissuta sulla sua pelle e ha certamente più titolo dei contestatori a stabilire cosa sia giusto o meno rendere pubblico.

Senza contare l’aspetto psicologico, la cui disamina spetta solo a chi possiede gli strumenti necessari ad analizzarla. Mostrare quelle immagini di fronte a chi le ha vissute, magari, può offrire una spalla a chi resta a vivere il lutto: il silenzio che segue lo spegnersi dei riflettori è uno dei momenti più duri, quando il dolore rimane privato e chi lo affronta resta solo. Ricordare Domenico in tv, insieme ai milioni di persone che hanno seguito in apprensione la sua storia, serve forse a ritardare quel momento inevitabile. E chi siamo noi per dettare i tempi di questo processo?

Per non parlare di chi approfitta della polemica del giorno – che questa volta ha affondato il morso sulla vicenda di Domenico – per aprire una porticina a chi non vede l’ora di puntare il dito contro una famiglia “troppo presente in tv”. Come se fosse peccato condividere il ricordo di un figlio. Domenico è un bambino che vive ancora nel ricordo di chi lo ha amato. Perché mostrare il suo compleanno in tv dovrebbe essere voyeurismo? Magari Nuzzi ha solo assecondato il desiderio di una madre che rifiuta l’oblio. É chi giudica frettolosamente dall’esterno a mancare di rispetto: smettetela di dire a una madre in che modo ricordare suo figlio.

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Giornalista dal 2016, area Spettacolo. Scrivo prevalentemente di televisione. Collaboratrice di QBR Magazine dal 2007, poi diventato Ciaopeople Magazine e infine Fanpage.it. Autrice del caso "Prati/Caltagirone" seguito su Fanpage.it.
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