Fiorello sul referendum: “Meloni si è scusata per la sconfitta, Schlein per la vittoria. Non è abituata”

Il giorno dopo il voto, Fiorello apre i giornali e fa quello che sa fare meglio: smontare il circo della politica con una battuta. La Pennicanza, il programma radiofonico che conduce con Fabrizio Biggio su Rai Radio2, non poteva ignorare il referendum. E non lo ha ignorato.
"Schlein non è abituata"
"Giorgia Meloni si è scusata con i suoi elettori per la sconfitta", attacca Fiorello. Fin qui, notizia. Poi arriva la seconda parte: "Elly Schlein si è scusata con i suoi elettori per la vittoria". Pausa. "Non è abituata." Ma la satira non si ferma. Fiorello annuncia con tono solenne che "quest'anno verrà assegnato il David di Donatello anche al miglior ‘no' del referendum", trasformando il voto contrario in categoria cinematografica. Il colpo finale è affidato a una Giorgia Meloni surreale, costruita su misura: "Rispettiamo la decisione degli italiani, andiamo avanti. Masini me l'aveva detto, con Fedez non si vince." Il riferimento, ovviamente, è alla contestatissima intervista che la premier ha rilasciato al podcast di Fedez e Marra, Pulp Podcast, del quale abbiamo ampiamente parlato anche a Non è la TV, il format Youtube di Fanpage.it culminato in uno scontro tra lo stesso Marra e Grazia Sambruna.
L'omaggio a Gino Paoli
La puntata si era aperta con un tono diverso: un omaggio commosso a Gino Paoli, scomparso oggi, con Fiorello che ha intonato Una lunga storia d'amore. "Viene a mancare un artista che ha scritto pagine e pagine della storia della canzone italiana, evviva Gino Paoli."
Spazio anche al caso GEDI, con il passaggio al gruppo greco Antenna ufficializzato nelle ultime ore: "John Elkann in sei anni ha venduto Il Tirreno, La Stampa, La Repubblica, L'Espresso e molto altro. E poi dicono che i giornali non si vendono". Poi l'omaggio musicale per i cent'anni di Dario Fo — Ma che aspettate a batterci le mani, Ho visto un re, Su cantiam — e la finta telefonata alla Filmauro sul caso De Laurentiis e Giuli, con virgolettati che Fiorello stesso rivendica come "molto peggio" di quelli attribuiti al produttore dai giornali.