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Fiorello punge il governo sulla serie di Corona: “Chiedo 800mila euro anch’io per un documentario sulla frutta secca”

Lo showman non ha perso l’occasione per ironizzare sul discusso finanziamento pubblico ricevuto da Netflix per la serie su Fabrizio Corona. La provocazione in diretta: “Se ho una bella idea danno i soldi anche a me?”.
A cura di Sara Leombruno
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La notizia dei 793mila euro di fondi pubblici destinati alla serie Netflix su Fabrizio Corona, Io sono Notizia, continua a sollevare un polverone mediatico, e non poteva mancare l'affondo di Fiorello. Che, durante uno dei suoi consueti appuntamenti de La Pennicanza, ha deciso di affrontare il tema a modo suo, mettendo nel mirino le modalità di erogazione dei finanziamenti statali per opere di "interesse nazionale". La battuta del conduttore: "Chiedo anch'io 800mila euro per un documentario sulla frutta secca".

La provocazione di Fiorello

Senza troppi giri di parole, Fiorello ha lanciato una stoccata diretta al Governo, chiedendosi come vengano selezionati i progetti meritevoli di tali cifre. Con il sorriso ma con un sottotesto critico molto chiaro, lo showman ha dichiarato: "Mi sono chiesto: se ho una bella idea e faccio richiesta al governo per un documentario di interesse nazionale, mi danno i soldi, come è successo a Corona? Così ho proposto ‘L’uomo che sussurrava alla frutta secca’, un documentario incredibile sul maestro Cremonesi. Chiedo anche io 800mila euro!". La battuta sul maestro Enrico Cremonesi, suo storico collaboratore musicale, è diventata subito il pretesto per accendere i riflettori su un caso che sta facendo discutere l'opinione pubblica e il mondo dello spettacolo.

Il caso dei fondi pubblici a Corona

Al centro della polemica c'è il contributo legato al tax credit e ad altri fondi destinati alle produzioni audiovisive, che nel caso della serie Netflix dedicata all'ex re dei paparazzi ha raggiunto una cifra vicina al milione di euro. Se da un lato la produzione rivendica la regolarità delle procedure e il valore documentaristico dell'opera, dall'altro la politica e molti colleghi del mondo dello spettacolo storcono il naso. Fiorello, con la sua "proposta indecente" al Governo, ha dato voce a chi si interroga sulla gerarchia di priorità nell'assegnazione dei fondi pubblici. Se un racconto sulla vita di Corona viene considerato di tale rilevanza da essere finanziato dallo Stato, la satira di Fiorello suggerisce che ormai la porta sia aperta a qualsiasi tipo di narrazione, anche la più surreale. Resta da capire se il Governo risponderà alla provocazione o se il documentario sulla "frutta secca" rimarrà solo l'ultima, geniale battuta dello showman siciliano.

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