Eruzione Etna, come cambia il palinsesto del 15 agosto: Focus lancia tre documentari sui vulcani
Mentre la lava continua a scendere lungo il versante orientale del vulcano e l'aeroporto di Catania riapre dopo nove giorni di paralisi, Focus riscrive la serata di Ferragosto. Il canale 35 del digitale terrestre, del gruppo Mediaset, ha deciso di dedicare l'intera prima serata del 15 agosto alla vulcanologia, con tre documentari che partono dall'Etna e arrivano fino al Wyoming.
L'apertura è alle 21:20 con Etna 1992: quando l'uomo domò il vulcano, ricostruzione dell'eruzione del 1991-1993 che minacciò da vicino Zafferana Etnea. Alle 22:20 tocca a Il supervulcano di Yellowstone, discesa dentro la caldera più sorvegliata del pianeta. Chiude alle 23:20 Stromboli e vulcani delle Eolie: tra scienza e mito, con il divulgatore Luigi Bignami e i ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Etna 1992, quando una colata venne deviata
Tra il 1991 e il 1993 l'Etna produsse una delle eruzioni più lunghe del Novecento: la colata scese verso Zafferana Etnea e si fermò a poche centinaia di metri dalle prime case. Per rallentarla vennero costruiti argini di terra, poi si passò alle esplosioni controllate per interrompere il tunnel lavico e dirottare il flusso. Un intervento che coinvolse Protezione Civile, Corpo Forestale, carabinieri e vigili del fuoco e che resta un caso quasi unico nella gestione delle emergenze vulcaniche.
Il documentario racconta quell'operazione come un braccio di ferro tra tecnica e geologia. Trasmetterlo il giorno in cui i fronti lavici sono di nuovo attivi cambia inevitabilmente il modo in cui il pubblico lo guarderà.
Da Yellowstone alle Eolie
La seconda parte della serata allarga il campo. Yellowstone è il caso di scuola del supervulcano: una caldera enorme, monitorata senza sosta, attorno alla quale ruota da decenni una letteratura catastrofista che il documentario prova a ridimensionare con i dati. Lo Stromboli, invece, è il vulcano con cui una comunità ha imparato a convivere: l'attività esplosiva persistente fa parte del paesaggio quotidiano, non dell'eccezione.
Cosa sta succedendo davvero sull'Etna
La programmazione di Focus intercetta una fase eruttiva cominciata a fine giugno e mai davvero chiusa. Secondo l'ultimo aggiornamento dell'Osservatorio Etneo, il fronte lavico più avanzato si attesta intorno ai 1.600 metri di quota, nei pressi di Rocca Musarra, sovrapponendosi alle colate precedenti. In mattinata una breve esplosione al Cratere di Nord-Est ha generato una colonna di cenere dispersa verso sud, mentre il tremore vulcanico è rientrato su valori bassi.
Il declassamento dell'allerta da rosso ad arancione ha permesso a Sac di riaprire l'aeroporto di Catania alle 14, con i settori C1 e B3 nuovamente operativi dopo giorni di voli dirottati su Palermo e Comiso. Sul versante opposto, quello della curiosità, è stata resa necessaria un'ordinanza che impone di restare ad almeno 200 metri dai fronti lavici: nei giorni scorsi decine di persone si erano avvicinate alla colata per fotografarsi.