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Clerici e le liti con Mara Venier: “Tremavano i muri, ora abbiamo un bel rapporto. Preferisco condurre da sola”

Antonella Clerici ha ripercorso le tappe di una delle rivalità più chiacchierate della TV, chiarendo come oggi i rapporti con Mara Venier siano sereni, pur ammettendo un limite invalicabile: “Per rendere al massimo, devo essere da sola in conduzione”.
A cura di Sara Leombruno
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Antonella Clerici torna a parlare del suo rapporto con Mara Venier negli studi di Tv Talk. Ospite della puntata del 19 gennaio, la conduttrice di È sempre mezzogiorno ha ripercorso le tappe di una delle rivalità più chiacchierate della TV, chiarendo come oggi i rapporti siano sereni, pur ammettendo un limite invalicabile: "Per rendere al massimo, devo essere da sola in conduzione".

Non è un segreto che tra le "regine della Rai" il clima non sia sempre stato idilliaco. Già nel 2018, ai microfoni di Maurizio Costanzo, Clerici aveva rievocato gli scontri epocali avvenuti dietro le quinte di Domenica In: "Con Mara ho fatto litigate storiche, una volta tremavano anche i muri", aveva detto in quell'occasione. Tensioni figlie di due personalità ingombranti e di una gestione degli spazi non sempre facile da equilibrare.

"Un caso caduto in prescrizione"

A distanza di anni, però, Antonella Clerici getta acqua sul fuoco e ridimensiona quegli attriti. Rispondendo alle domande in studio, ha chiarito che il tempo ha sanato quelle divergenze: "Si sono appianate, ormai è un caso caduto in prescrizione. Mara è adorabile. Quando hai due caratteri forti è chiaro che qualche scontro ci possa essere". Nessuna scoria, dunque, ma solo la consapevolezza che due "prime donne" abbiano bisogno dei propri spazi per non pestarsi i piedi a vicenda.

La scelta di condurre in solitaria: "Meglio giocarmi la partita da sola"

Il cuore della riflessione di Antonella Clerici si sposta poi sulla natura della sua professionalità. Gli scontri del passato le sono serviti come lezione per capire come gestire la propria carriera e la propria resa davanti alle telecamere: "Ho imparato una cosa, anche dalle esperienze di co-conduzione: io sono una persona molto mite, ma ho capito che per rendere tanto ed essere quella che sono, devo essere da sola. Tranne casi eccezionali, preferisco giocarmi la mia partita così come sono, nel bene e nel male". Un'esigenza di libertà e autonomia che, secondo lei, è condivisa anche dalla collega: "Sennò ho timore, non mi trovo a mio agio. Credo che condurre da sola sia meglio anche per Mara. Oggi, comunque, abbiamo ottimi rapporti".

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