Claudia Galanti: “Mia figlia morì mentre ero all’estero, per tornare in aereo mi imbarcarono legata”
Alcune ferite non si rimarginano. Lo sa bene Claudia Galanti, che a Verissimo è tornata a parlare del dramma più grande della sua vita: la scomparsa della figlia Indila Carolina, morta ad appena nove mesi nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 2014. Un dolore lacerante che la showgirl paraguaiana ha confidato di portare dentro ogni giorno: "La morte di una figlia è un dolore che non passerà mai, non si può descrivere. Ho imparato a conviverci, rispettarlo, a viverlo ogni giorno con alti e bassi. Si va avanti, anche se è molto difficile".
La drammatica notizia in aeroporto e il volo del disperato ritorno
In particolare, durante la puntata Claudia Galanti ha ripercorso con lucidità e sofferenza quei momenti concitati in cui ha appreso la tragica notizia, mentre si trovava all'estero per una vacanza: "Me lo comunicarono in aeroporto, perché io ero a Dubai: era la settimana di suo padre, eravamo separati e avevamo deciso così. Finisco la settimana di viaggio, sono in transito a Dubai e mi dicono al telefono di rientrare immediatamente a Parigi. Inizialmente non volevo, ma dopo molte insistenze mi dissero che mia figlia era morta".
Un rifiuto iniziale della realtà dettato dallo shock, crollato soltanto di fronte alla reazione di chi le era accanto: "Non ci credevo, ho passato il telefono alla mia amica e quando l'ho vista appoggiarsi al muro e lasciarsi andare a terra, ho capito che la situazione era vera. Le mie amiche sono state spettacolari, magnifiche: nessuno voleva imbarcarmi in quello stato, avrei rischiato di non arrivare al funerale. Mi hanno imbarcata legata, ero in uno stato di shock incontrollabile e così sono atterrata a Parigi. Da lì è iniziato il dramma. Vedere Indila così è stato durissimo".
Le cause della morte: un batterio invisibile
Sulle reali cause del decesso della piccola Indila sorsero inizialmente molte ipotesi. Soltanto gli esami autoptici e clinici riuscirono a fare chiarezza su una tragedia fulminea e imprevedibile: "Si è fatta un'autopsia, nella quale hanno visto che non ci fosse trauma cranico. Le hanno fatto l'esame del sangue ed hanno notato avesse un batterio nel sangue rarissimo, invisibile: non puoi vedere che il bambino ha la febbre".
Il retroscena sull'arresto dell'ex compagno Arnaud Mimran
Al peso devastante della perdita si è poi aggiunto un secondo scossone nella vita della modella: i guai giudiziari dell'ex compagno e padre dei suoi figli, l'imprenditore francese Arnaud Mimran, arrestato poco dopo la tragedia. A Verissimo, Claudia ha rivelato un retroscena del tutto inedito legando quella vicenda al giorno stesso della scomparsa della bambina: "Tanti anni difficili dopo, c'è stato l'arresto di Arnaud e quindi si è trattato di un insieme di cose accadute in così poco tempo che non sapevo come gestire la situazione. Dopo un mese Arnaud viene arrestato, ma io ho saputo dopo che lo avrebbero dovuto arrestare proprio nel giorno della morte della bambina. Erano fuori casa le forze dell'ordine, ma dalle intercettazioni hanno capito che qualcosa non andasse e quindi hanno rinviato le operazioni, arrestandolo un mese dopo".
La depressione e l'alcol
Un cumulo di eventi traumatici che hanno segnato la vita dell'ex naufraga dell'Isola dei Famosi, la quale continua oggi ad andare avanti giorno per giorno nel ricordo della sua bambina. Il rapporto con l'ex marito ha subito uno scossone definitivo con quell'evento, ma Galanti racconta che la situazione era già precipitata nei mesi precedenti: "Lui sapeva che sarebbe stato arrestato, ma non me lo diceva. Era isterico, nervoso, non tornava a casa la notte e quindi tutto questo mi ha portato a chiedere la separazione. All'inizio era perfetto, ma poi ho preso questa decisione, dopo di cui è successo il pandemonio. Vado ancora oggi a trovarlo in carcere, gli porto i ragazzi, perché io ho cresciuto i miei figli nell'amore".
La sofferenza è proseguita poi successivamente, con i problemi con l'alcol che l'hanno accompagnata per molto tempo: "Calmavo il mio dolore con l'alcol, ma dopo un po' ho capito che stavo esagerando. All'inizio la affrontavo da sola, ma poi il mio nuovo fidanzato mi fece capire che avevo bisogno di aiuto. Mi diagnosticarono uno stato di shock post traumatico".