Simone Annicchiarico espulso dal GF: “Era un intercalare. Ho chiesto scusa, nessuno mi ricorda come volgare o blasfemo”

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Simone Annicchiarico torna sulla squalifica al Grande Fratello, ma sottolinea si sia trattato solo di un intercalare. Parla poi della sua famiglia, di suo padre e di quella solitudine di cui aveva parlando anche nel reality.

Simone Annicchiarico torna a parlare della sua breve esperienza nel reality di Canale 5. Dopo solo una settimana di permanenza nella casa del Grande Fratello è stato squalificato dal reality per aver bestemmiato. Prima dello spiacevole episodio che ha portato alla sua uscita, il suo modo di fare e anche la sua storia personale lo avevano reso tra i concorrenti più amati del programma, ma nonostante ciò non c'è stato nulla da fare per farlo rientrare nella casa più spiata d'Italia.

L'annuncio di Ilary Blasi non ha lasciato spazio a possibili interpretazioni, il regolamento ha previsto che Simone Annicchiarico non fosse reintegrato nel reality, nonostante le richieste dei gieffini e anche le proteste da parte del pubblico che lo aveva eletto come concorrente preferito. L'ex gieffino sottolinea: "Prima di tutto non vengo ricordato da nessuno come una persona blasfema o volgare, era utilizzato come intercalare in quel contesto". Non c'era stato un litigio, non era un'espressione dovuta a un attacco d'ira, ma un'imprecazione che, però, lui stesso non sa in che altro modo giustificare: "Ho chiesto scusa, perché non si devono sdoganare espressioni di questo tipo in televisione. Dopo una settimana in casa rilassato, con mancanza di sonno forte, mi è uscita questa cosa. Ma più di questo non sento di dover dire". Il suo unico dispiacere quello di non aver potuto salutare i suoi compagni d'avventura, abbracciandoli uno a uno. Se è vero che da un lato il regolamento del reality è intoccabile, dall'altro è chiaro che davanti a una leggerezza, seppur evitabile in un contesto televisivo, un'apertura nei confronti di un concorrente il cui potenziale non era stato ancora nemmeno lontanamente sviluppato, ma c'erano tutti i presupposti perché ciò accadesse, non avrebbe fatto storcere il naso a nessuno.

Del suo passato Simone aveva iniziato a parlare anche durante la permanenza in casa, aveva dichiarato di sentire la solitudine, legata al fatto di non avere più alcun parente. A questo proposito, quindi, parla nuovamente anche della scomparsa di suo padre, che tre ore prima di morire lo aveva chiamato dicendogli che avrebbero avuto almeno altri dieci anni per "giocare insieme". A comunicargli la notizia fu la madre, Alida Chelli: "Per la prima volta a telefono mi ha chiesto "ciao, come stai?" e ho capito che era successo qualcosa di grave". La botta di dolore è arrivata non in quel momento, ma dopo: "Ci ho messo un po' per piangere, tre giorni. È stato un momento stranissimo della mia vita, mi aspettavo di crollare, invece ho tenuto molto bene, ho aiutato gli altri". A farlo crollare è stato sentire, di nuovo, entrando nella sua stanza l'odore del padre. Simone racconta che da quando è scomparso non è mai andato a trovare suo padre: "Non so neanche dove è sepolto, era un patto non scritto tra noi". 

Tornando ai legami, Toffanin chiede al suo ospite se non abbia pensato di costruirsi una famiglia e Annicchiarico ammette di non essere mai stato sul punto di farlo: "la mia è una natura raminga", inoltre era spaventato all'idea che potesse andare male: "Io devo essere molto sicuro per fare una cosa, se lo devo fare perché sì fa, non lo faccio". Eppure, ad oggi, pare ci sia una persona, come ha ammesso senza sbilanciarsi troppo, qualcuno che, insieme agli amici, tanti, che popolano la sua vita, potrà forse attenuare quella solitudine "di sangue" a cui si riferisce quando parla della sua famiglia.

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