Cinzia Leone si sente poco bene in diretta dopo la lite con Claudio Borghi a È sempre Cartabianca

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Scontro a È sempre Cartabianca tra Cinzia Leone, Claudio Borghi e Giulia Sorrentino sui bengalesi di Mestre. Dall’irregolarità ai porti chiusi, la discussione degenera in diretta quando il senatore chiede all’attrice “quanti ne ospita a casa sua?”

Uno scontro ideologico fortissimo che per un attimo ha fatto pensare al peggio. Cinzia Leone, l'attrice di Parenti Serpenti e della storica Tv delle Ragazze, ospite di È sempre Cartabianca si è ritrovata a scontrarsi contro il senatore Claudio Borghi della Lega e contro la giornalista Giulia Sorrentino. Due ossi duri quando si tratta di immigrazione. Perché è di questo che si parlava: di Mestre, dove c'è la più grande comunità di bengalesi italiana, si parla dei problemi di integrazione, delle condizioni degli immigrati, dell'irregolarità diffusa.

È stata Giulia Sorrentino ad aprire il fronte dopo un servizio sulle condizioni degli immigrati, che lavorano per pochissimi euro nei campi: "Abbiamo normalizzato l'irregolarità. Queste immagini ci danno l'idea del degrado. Al di là della paga terribile che ricevono, vediamo persone che sono irregolari per normalità. Un'anomalia purtroppo radicata grazie a falsi permessi di soggiorno, grazie ai Caf, grazie ad alcune Ong". 

La replica di Cinzia Leone: "C'è malafede dietro al razzismo"

Cinzia Leone, che fino a quel momento era rimasta ad ascoltare, ha deciso di non lasciare cadere il discorso e di spostare il bersaglio proprio sulle istituzioni: "Grazie anche ai soldi del PNRR che non sono stati utilizzati per dare loro una casa". Poi arriva l'affondo politico che innescherà la reazione del senatore Borghi: "C'è una grandissima malafede dietro al razzismo, questo è il problema. Il mondo è cambiato, è diventata un'altra cosa ma mi fa ridere difendere i nazionalismi quando il mondo di nazionalismo non ha più niente. La gente che non è in grado di vivere nel proprio paese, viene a vivere in queste condizioni e non va via. Perché se torna a casa sua non c'ha manco questo".

"Quindi?", è l'intervento secco di Borghi. La replica di Leone stoppa l'applauso che lo studio le stava già riservando: "E quindi te lo dico io, quindi ti organizzi per affrontare un mondo moderno e la prefettura si occupa di vedere se entrano i terroristi, no che li punisci tutti e li mandi via".

Il senatore leghista ha incalzato: "Ne facciamo arrivare degli altri?". E l'attrice ha tirato in ballo Matteo Salvini: "Arrivano da soli. Quando Salvini ha chiuso i porti, sono arrivati a piedi e li abbiamo lasciati crepare di freddo, venivano dalla Bielorussia".

Il momento di difficoltà in studio

A questo punto, Borghi contesta la ricostruzione ironicamente: "Ma che facevano il giro largo? Ma stiamo scherzando?". Leone ha insistito sul piano umano: "È una situazione disperata, questi poveracci che non mangiavano, non c'avevano niente addosso, è mostruoso". La stoccata del senatore è stata personale: "Ne avrà a decine a casa che avrà aiutato di questi poveretti?". Replica in romanesco dell'attrice, che a questo punto non riesce più ad andare avanti e porta le mani alla testa: "Ma de che sta a parlà?".

La discussione è diventata una sovrapposizione di voci. Karima Moual e Luca Sommi sono intervenuti per sostenere Cinzia Leone, ma lo scambio con Borghi aveva già lasciato il segno. Dopo aver urlato le sue ragioni, l'attrice si è piegata sulla sedia portandosi una mano alla fronte, visibilmente provata. Anche Bianca Berlinguer cerca di sedare la rissa verbale, invitando Cinzia Leone alla calma. Per qualche istante in studio si è pensato a un cedimento fisico, ma Cinzia Leone si è poi riuscita a riprendere.

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